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Donne ordinate? Si potrebbe/La gente è pronta. La Chiesa no/03

La diocesi di Bergamo saluta l'evento, ormai raro, di un buon gruppo di sacerdoti novelli ordinati in duomo, il 27 maggio, alle ore 17. Sono nove. L'evento ha suscitato una comprensibile forma di soddisfazione perché sembra in controtendenza rispetto alla "magra" degli anni passati. Ma i numeri previsti per i prossimi anni non confermano queste speranze. Per cui. anche per questo, qualcuno propone di tornare a parlare della possibilità dell'ordinazione delle donne nella Chiesa cattolica. L'articolo di Carlotta Testoni sostiene che si può immaginare questa apertura. Ospitiamo volentieri questo contributo e saremo felici di ospitare anche altri pareri in parte o del tutto diversi.

La storiella del parroco diventato ricco grazie al Vaticano

Un famoso parroco bergamasco, poeta e umorista, raccontava sempre questa storiella: un uomo muore e dopo un giorno si risveglia, raccontando di aver visto l’aldilà e Dio.

Incoraggiato dal denaro ricevuto per le interviste, decide di puntare più in alto. Si reca dal presidente USA e chiede soldi in cambio di non rivelare che Dio è di colore. Il presidente ci pensa, poi decide di non pagare. Allora l’uomo si reca dagli Ebrei e dice di volere denaro per non rivelare che Jahvè è arabo e si esprime nella lingua del Corano. Gli Israeliani ci pensano, poi decidono di non pagare.

Infine (la storiella originale era molto più lunga) l’uomo decide di andare in Vaticano e dire al papa che vuole tantissimo denaro per non rivelare che Dio è donna. E quell’uomo diventò ricco come Creso.

Le donne al margine della Chiesa. Le suore

Se il tallone d’Achille della Chiesa sono le donne, è chiaro che la loro struttura di potenza piramidale maschile esclude categoricamente le donne dal potere più grande: l’ordine sacerdotale. 

Ovviamente ci sono nella Chiesa anche le suore, creature “modeste”, di secondo piano, a parte quelle delle serie tv. Comunque ai margini, domestiche dei maschi del clero, “perpetue” a vita.

Le suore nel mondo sono 700.000, sono ingegnere, teologhe, medici, imprenditrici, filosofe, storiche e sempre grandi organizzatrici, specialmente nei luoghi più poveri e difficili del pianeta, dove spesso pagano di persona. Sono moderne, conoscono bene le cose del mondo, anche le suore di clausura. Non ricevono uno stipendio come i sacerdoti, ma vivono del loro lavoro e della carità di chi le conosce e sa quanto valgono.

Sono femministe! Amano la Chiesa, ma la criticano e conoscono bene il maschilismo e il potere degli uomini consacrati ai quali esse sono, sempre, sottomesse per statuto.

Il nostro papa Francesco ha nominato due di loro nell’organismo che vaglia, sceglie, sottoponendo poi al papa, i candidati per la nomina a vescovi.

Non credo sia sfuggito al papa, che è un gesuita, l’ironia di questo fatto: sono incaricate di scegliere uomini per ruoli che esse non potranno mai ricoprire, neppure al livello “più basso” di “semplice” prete.

Gesù, gli apostoli, le donne

Naturalmente non pensate che tutte le suore o tutte le donne cristiane vogliano essere preti vescovi o papi (anche se la sedia “gestatoria” potrebbe raccontare qualcosa), ma quello delle donne ordinate è proprio un vero tabù per la Chiesa Cattolica.

Gli argomenti addotti sono molteplici: Gesù era maschio, gli apostoli pure, la chiesa è la sposa e Cristo lo sposo…

Semplicemente: Gesù è venuto in un tempo e in un luogo preciso, La Palestina durante la dominazione romana, dove una donna non poteva neanche testimoniare in tribunale o prendere in mano la Torah. Se Cristo fosse stato una femmina non sarebbe arrivato a 33 anni, l’avrebbero lapidata subito. Il bello del cristianesimo sta proprio nel fatto che Dio non ha “finto” di incarnarsi, di diventare umano, è stato un vero essere umano che ha camminato nella polvere, ha mangiato e bevuto, pianto, sofferto e amato come ognuno di noi. Poteva nascere donna al tempo di Caio Giulio Cesare Augusto?

Gesù è stato rivoluzionario verso le donne rispetto alla cultura dominante del suo tempo

Certo i dodici erano uomini perché rappresentavano le dodici tribù d’Israele, cioè la totalità del popolo, ma Maria, Marta, Maddalena etc. dove le mettiamo? Solo a stirare le tuniche?

Dimenticando quanto rivoluzionario sia stato Gesù nei confronti delle donne nel suo tempo, in cui la discriminazione di genere era fortissima.

Per non parlare di Maria, theotocos, madre di Dio, il grande alibi sulle donne della Chiesa. Ne hanno presa una, l’hanno messa sugli altari a fare la segretaria personale, la mamma del capo, a cui si rivolge la povera gente che non ha il coraggio di disturbarLO.

(Vorrei qui precisare, prima che qualcuno si scandalizzi troppo, che chi scrive ha una venerazione speciale per la Madonna…).

Eppure pare che già successo: le donne-prete

Ma facciamo parlare i fatti: il prof. Guido Otranto che insegna all’Università di Bari, si è occupato da storico del problema dell’esclusione femminile dal presbiterato basata sul fatto che nel cristianesimo antico non ve n’è traccia.

In una lettera di papa Gelasio Primo (492-496) inviata nel 494 a tutti i vescovi di alcune regioni dell'Italia meridionale (Basilicata, Calabria, Sicilia) egli dichiara di avere appreso con dispiacere che le donne vengono ammesse a sacris altaribus ministrare e che esse ricoprono delle funzioni riservate ai maschi, che non sono affatto di competenza del sesso femminile.

Dallo studio del prof. emerge che altre volte precedentemente c’erano state discussioni, anche in alcuni famosi concili dell’antichità perché alcuni vescovi orientali (a Nicea, Efeso, Antiochia…) ordinavano sacerdoti delle donne.

Nei secoli passati in alcuni casi delle donne sono state ordinate. Ma il fenomeno non è stato studiato

 Poi sono state trovate epigrafi del V e VI secolo in Tracia, in Italia meridionale, in Dalmazia, a Ippona, Roma e Poitiers, dedicate a “presbytere”, amate da popolo e in alcuni casi anche dal marito. La risposta della Chiesa è stata che erano le mogli dei presbiteri.

Tipico esempio di “zappa sui piedi”, perché se c’erano le tombe delle mogli dei preti, beh allora i preti si sposavano e le consorti collaboravano alla cura dei fedeli.

Attone, vescovo di Vercelli che visse tra il IX e il X secolo, grande studioso del cristianesimo antico, non solo attesta il fatto che vi erano donne consacrate, ma fornisce anche la spiegazione: messe abbondante e operai pochi, quindi donne colte, sante e capaci venivano ordinate e anche nei monasteri non solo le badesse agivano in totale responsabilità, ma si avvalevano anche di presbytere.

Certamente per tradizione tutto questo filone antico è stato tralasciato o ignorato, oggi con le donne che si muovono per la parità dei diritti (e dei doveri, nella differenza) questi studi cominciano a fiorire.

Del resto le argomentazioni di Attone sono le stesse del Sinodo dell’Amazzonia, che ha affermato, visto che le religiose ormai fanno tutto, che si potrebbe anche ordinarle!

Un vescovo tedesco si dice pronto

Pure in Europa alcuni vescovi, come il tedesco monsignor Peter Kohlgraf,  vescovo di Magonza, ha dichiarato alla stampa cattolica che sarebbe pronto ad ordinare sacerdoti dlle donne, se la Chiesa lo permettesse. Anche in questo caso, come per il matrimonio dei i preti, si tratterrebbe di visioni antropologiche, non di dogmi.

E, ottimisticamente, prevede che forse non durante il suo ministero vescovile (è piuttosto “giovane”, 55 anni), ma comunque presto, le donne verranno ordinate, perché tutta la ricchezza che esse porteranno alla Chiesa, è ciò che serve al cattolicesimo per raccogliere la sfida del nuovo millennio.

Perché la gente è pronta, la CHIESA non tanto.

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