Il Natale e la politica. Quella di allora e quella di oggi

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Il Natale e la politica. Quella di allora e quella di oggi

Il Natale è nato, suo malgrado, all’ombra della politica. Tutti sanno che Gesù nasce a Betlemme non perché l’hanno deciso i suoi genitori, ma perché l’ha deciso l’onnipotente imperatore di Roma, Augusto. “In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta”.

Augusto determina tutto del Natale ma del Natale non sa nulla

L’imperatore Augusto (27 a. C – 14 d. C)

È il racconto notissimo del vangelo di Luca. Luca racconta una coincidenza fortuita, del tutto casuale.

Nessuno alla corte di Roma poteva sapere di una coppia di giovani sposi che si spostava da un punto all’altro in un angolo sperduto dell’impero.

La politica imperiale di Roma determina tutto del Natale ma del Natale non sa nulla.

Mi sembra che, stranamente, la cosa si ripeta spesso.

E si ripete, in qualche forma, anche quest’anno.

Alla fine dello scorso novembre la Commissione europea, su iniziativa della Commissaria per l’uguaglianza, la maltese Helena Dalli, sembrava orientata a raccomandare di non usare il termine “Natale”.

Si disse allora che era per non urtare sensibilità di altre religioni.

La cosa è precipitosamente rientrata. Ma l’incidente c’è stato.

Significativo comunque.

 

 

Salvini e la messa di Natale

Matteo Salvini, segretario della Lega

Più recente il caso che vede coinvolto Salvini.

Era stata annunciata la partecipazione del segretario leghista a una messa in programma nei giorni prima del Natale alla Domus Mariae di via Aurelia a Roma.

Il ‘volantino virtuale’ diffuso sui social ritraeva Salvini con i simboli della Lega e di Identita’ e democrazia (il gruppo di appartenenza di Salvini a Strasburgo), sovrimpressi all’immagine della chiesa sullo sfondo.

Si sono avute smentite di varia natura e a vario livello. A questo punto può darsi che la messa non si celebri neppure.

Ma anche stavolta l’incidente ha avuto luogo, anche stavolta significativo.

 

 

 

 

La politica non può sapere che cosa è il Natale

E, di nuovo, la politica entra pesantemente nel Natale. Ma il credente che vede tutto questo si chiede, forse un po’ ingenuamente, che cosa sappia la politica del Bambino di Betlemme. In effetti, o la politica se ne sta fuori. Oppure ci entra ma fa l’elefante nella cristalleria. Difficile essere delicati con un bambino e con quel Bambino, poi.

E Gesù rischia di nascere ancora una volta fuori posto. “Non c’era posto per loro nell’alloggio”. O non c’è alloggio o l’alloggio è destinato ad altri usi.

E il Bambino rischia ancora di essere solo.

Strano destino del Natale.

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