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Strada facendo

Gaza. L’attacco alla chiesa cattolica. I dubbi di Parolin

 

Sull’attacco alla chiesa cattolica di Gaza è intervenuto il cardinal Parolin. Pur con tutte le prudenze – inevitabili nel capo della diplomazia vaticana – il segretario di Stato nutre qualche dubbio che l’attacco sia stato un semplice incidente

 

 

"Diamo il tempo necessario perché ci dicano effettivamente che cosa è successo", ha aggiunto Parolin, "se è stato veramente un errore, cosa che si può legittimamente dubitare, o se c'è stata una volontà di colpire direttamente una chiesa cristiana.

I dubbi sull’”incidente” di Gaza nascono da fatto, evidente a tutti, che l’attacco dell’altro ieri non è un evento isolato. Di attacchi a comunità cristiane si è sentito più volte parlare, anche nei giorni scorsi.

I coloni ebrei hanno ripetutamente aggredito la comunità di Taibeh, villaggio della Cisgiordania abitato in prevalenza da cristiani, con attacchi ai prodotti agricoli, compresi gli uliveti secolari, e soprattutto i coloni hanno cercato di dare fuoco ad una chiesa del 500, la chiesa di San Giorgio il protettore del paese, e l’antico cimitero cristiano.

Di fronte alle violenze dei coloni sta il silenzio del governo israeliano. Netaniahu è dovuto intervenire dopo l’incidente di Gaza, per la risonanza mondiale della notizia. I giornali dicono che è intervento su sollecitazione dello stesso Trump.

Così con un intervento dall’alto si è cercato di tacitare il disagio per lo stillicidio continuo che viene dal basso.

Ma la comunità civile di Israele non troverà mai una pace sicura se costruita in questo modo: con proclami del governo e chiese incendiate dai coloni.

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