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Strada facendo

“Entrare nella storia”, diventare “personaggi storici”

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Si sente ripetere spesso che il tale personaggio diventerà storico, che il tal evento entrerà nella storia. Ma non si dice perché si entra nella storia. Ora, una delle ragioni che fanno ricordare personaggi e fatti è il dolore che hanno provocato. Non ci sono dubbi: l’evento storico di questi tempi è la guerra

 

 

“Siete nella storia”, ha detto Trump agli astronauti della missione Artemis II dopo il loro rientro sulla terra, “e avete reso tutta l’America davvero orgogliosa, incredibilmente orgogliosa”, ha aggiunto.

Trump ripete spesso che quello che fa lui entrerà nella storia, oppure che non è mai successo qualcosa di simile negli ultimi duemila, tremila anni.

Ma non è l’unico a usare l’espressione o altre espressioni simili. Ho chiesto a Chat GPT di darmi una lista sintetica di questo tipo di espressioni. Cito solo una parte della risposta:

  • Entrerà nella storia” / “Siamo entrati nella storia”
    Usata frequentemente da leader politici in momenti simbolici.
    Esempi: Barack Obama, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni
  • “È una pagina di storia” / “Scriviamo una pagina di storia”
    Molto comune nei discorsi ufficiali.
    Esempi: Sergio Mattarella, Mario Draghi

Varianti enfatiche

  • “Momento storico” / “Giornata storica”
    Quasi onnipresente nei media.
    Esempi: BBC, CNN, RAI
  • “Evento senza precedenti”
    Spesso associato a crisi o svolte.
    Esempi: Organizzazione Mondiale della Sanità durante la pandemia, e vari capi di governo
  • “Svolta epocale”
    Linguaggio più politico o analitico.
    Esempi: Angela Merkel, Ursula von der Leyen

Insomma, c’è da sbizzarrirsi. Ma c’è anche da pensarci. E’ decisamente un po’ strano che si faccia storia tutti i giorni e che sia così facile “entrare nella storia”. Ancora più strano che tutti decidano dove, come si fa storia e soprattutto chi può candidarsi a entrare nella storia. E, per essere pignoli, è ancora più difficile stabilire per quale motivo si diventa personaggi storici. E’ sicuro che Trump entrerà nella storia. Ma siamo tutti curiosi di sapere perché. Potrebbe entrarci perché è diventato presidente degli USA, oppure perché ha fatto diverse guerre, oppure perché è personaggio ambiguo il cui equilibrio confina pericolosamente con lo squilibrio.

E poi, soprattutto, per entrare nella storia deve scorrere tempo. Fatti e personaggi diventano storici quando sono lontani. Se si entra nella storia quando si è vicini, si rischia di uscirne quando si è lontani.

Semmai si potrà notare che di tutti gli eventi che si possono candidare a diventare storici, a essere ricordati e a superare il tempo, quelli che resistono di più al logorio del tempo, sono i grandi dolori morali, quelli che scavano cicatrici più profonde. Di tutti gli eventi attuali, dunque, quello che ha più possibilità di diventare storico è quello che fa soffrire di più. Allora non ci sono dubbi: la guerra sarà l’evento storico di queste settimane, mesi, anni.

La guerra diventerà storica molto più di Trump, di Barack Obama, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni e compagnia. E tutto il resto, o quasi, svanirà nel “gran mare del tempo” come usano dire i poeti.  

 

 

 

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