Una breve panoramica tra i cammini a tema spirituale non può non partire – Santiago a parte - dagli oltre tremila chilometri (1.020 in Italia) della Via Francigena da Canterbury a Roma e verso Santa Maria di Leuca. Un filo rosso che unisce l’Europa dei popoli e delle culture, toccando 5 stati, 16 regioni e più di 600 comuni.
La Via Francigena
La Via attraversa il Kent, nel Regno-Unito; le regioni Haute-de-France, Grand Est e Bourgogne-Franche-Comté, in Francia; i Cantoni Vaud e Vallese, in Svizzera; e le Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, in Italia. Infine, a Roma lo Stato del Vaticano.
Un itinerario complesso ed emozionante: www.viefrancigene.org/it/home. L’ingresso in Italia della Via Francigena di Sigerico avviene attraverso il Passo del Gran San Bernardo. Dopo aver attraversato la Val d’Aosta, si prosegue in Piemonte e bassa Lombardia tra le campagne e le coltivazioni di riso. La barca del Transitum Padi (guado del fiume Po) accompagna in Emilia il pellegrino che poi prosegue fino ai piedi dell’Appennino. Raggiunto il Passo della Cisa, si attraversa tutta la Toscana dalla Garfagnana al Chianti alle colline senesi e si entra nel Lazio scoprendo l’incantevole Tuscia fino a raggiungere la periferia di Roma e quindi la meta: la Basilica di San Pietro.
Sulla Francigena è ancora frequente l’ospitalità “a donativo”, segno di un’accoglienza semplice ma fraterna. Ciò grazie all’associazione “Accoglienza Pellegrina”, che nasce dall’esperienza degli Hospitaleros Voluntarios spagnoli, di cui condivide valori e princìpi. Inizialmente, un gruppo di hospitaleri italiani, con il supporto dei formatori spagnoli, iniziò a organizzare corsi di formazione in Italia sotto il nome di Hosvolitalia. Dal 2016, maturata l’esperienza necessaria, i corsi vengono realizzati autonomamente dagli hospitaleri-formatori italiani. Nel 2013 il gruppo ha assunto il nome di Accoglienza Pellegrina e ha iniziato a prestare servizio sulla Via Francigena, presso la Casa del Pellegrino di Valpromaro.
Difatto, i cammini nascono come pellegrinaggi e solo in tempi molto recenti si sono differenziati nella loro identità (e in quella dei camminatori). Con la fine del primo Millennio si è registrato un forte sviluppo dei pellegrinaggi verso Roma, ma anche oltre, verso il santuario dell’Arcangelo Michele in Puglia o più avanti verso i porti d’imbarco per la Terrasanta. Alla Francigena si sono affiancate le Vie Romee (“tutte le strade portano a Roma”) provenienti dall’Europa centro settentrionale e dalla regione scandinava. E si moltiplicano le nazionalità rappresentate: dagli Stati Uniti all’Australia, dal Brasile alla Corea. Sono ad esempio ben 55 le diverse nazionalità registrate sulla Francigena nel corso del 2025. E la pubblicazione recentissima di una guida in giapponese apre nuove prospettive.
Il cammino di San Francesco

L’800° anniversario della morte di San Francesco ha rilanciato la fitta rete dei cammini che portano il suo nome, facendo perno su Assisi e sui più noti luoghi francescani (La Verna, Gubbio….) ma proseguendo per (o proveniendo da) Roma o Gerusalemme. Francesco fu davvero un pellegrino, un gran camminatore, per la fortissima vocazione a diffondere il messaggio evangelico in mezzo alla gente. Ed evangelicamente mandò i suoi frati in Italia e in Europa a costruire una rete di fraternità: non certo a costruire chiese e conventi, che sempre rifiutò in maniera anche plateale e secca – tanto da apparire ingrato a chi gliene offriva la possibilità – ma coerente sia con la sua drastica scelta di povertà che con la volontà di non fermarsi, ma - come ogni camminatore - di mantenersi in viaggio tra le persone.
Il più classico Cammino di San Francesco – sponsorizzato dalla Regione Umbria - è il percorso per raggiungere Assisi, sia partendo da Nord (Firenze - La Verna - Rimini) che da Sud (Roma). Così viene presentato sul sito www.viadifrancesco.it/it/ (disponibile in cinque lingue!): “è un itinerario a piedi, in bicicletta e a cavallo che collega diversi "luoghi" testimoni della vita e della predicazione del Santo d'Assisi; un "nuovo" cammino di pellegrinaggio che intende reintrodurre l'esperienza francescana nelle terre che il Pover'uomo ha percorso nei suoi viaggi. Nella sua fedeltà alla storia di San Francesco, il Cammino è plausibile e affascinante: i paesaggi che il pellegrino vedrà sono gli stessi che rallegravano il cuore semplice di San Francesco; le tappe conservano la memoria delle sue parole e dei suoi gesti; le persone che si incontrano lungo il percorso sono legate a lui”.
Difatto, come spiega l’associazione Cammini d’Italia, “le sei direttrici – per un totale di oltre 70 chilometri - che compongono le Vie e Cammini di San Francesco non sono itinerari scollegati: sono rami di un unico albero, tappe diverse di una stessa esperienza di fede, lentezza e ricerca. Insieme formano un grande pellegrinaggio diffuso, che abbraccia l’Italia centrale e la ricuce lungo i passi del Santo di Assisi”. La frequentazione e l’intreccio dei cammini di San Francesco è tale che nel maggio scorso si è celebrato il 10° Festival dei Cammini di Francesco.