Pierluigi Castagnetti, più volte parlamentare nazionale ed europeo, è tra le voci più autorevoli della cultura cattolica democratica in Italia. È stato l’ultimo segretario del Partito Popolare, nato dopo la fine della Democrazia Cristiana e confluito nel Partito Democratico. Siamo lieti di pubblicare il contributo che ci ha inviato, offrendo così ai lettori l’opportunità di confrontarsi con il suo punto di vista autorevole.
Dopo seria riflessione e non poche esitazioni ho deciso di votare No, per ragioni di metodo, di merito e di contesto.
Ho ascoltato i comizi della campagna referendaria della presidente Meloni e di diversi suoi Ministri (e, in un caso, anche del relativo capo di gabinetto) che hanno tutti evidenziato in modo inequivocabile il valore politico di questo voto. La cosa non scandalizza perché i tempi che stiamo attraversando non possono che evidenziare lo spessore politico di ogni consultazione elettorale. Dunque, le ragioni di testo e di contesto, entrambe di pari correttezza e dignità, sono inevitabilmente strettamente connesse.
Non sottovaluterei le ragioni di metodo. La decisione pregiudiziale dell’esecutivo di non coinvolgere il parlamento attraverso un libero confronto , rivela infatti l’intenzione della maggioranza di tradire la volontà del costituente che aveva voluto evitare, nelle revisioni del testo costituzionale, il non coinvolgimento di tutte le forze presenti in Parlamento, e non garantisce dalla possibilità concreta che, dopo questa modifica, se vincerà il Si, non si proceda ad altre revisioni, nel merito ancora più decisive per la preservazione non solo dell’attuale contrappesamento dei poteri – è questa la ragione di merito che più mi sta a cuore - ma dell’essenza più profonda del nostro modello di democrazia costituzionale. C’è chi osserva che anche le varie coalizioni di centro sinistra in passato hanno votato a maggioranza testi di revisione costituzionale. E’ storicamente vero nell’esito della procedura, ma non nell’avvio e nello svolgimento della stessa. Questa volta si è voluto evidenziare un inquietante salto di qualità.
Se invece vincerà il NO è facilmente prevedibile che in futuro nessuna maggioranza parlamentare riproverà a procedere in questo modo.