Avvento 2021 nei “segni del tempo”. E i tra i segni del tempo anche queste sculture di Ugo Riva.
Da guardare e da gustare
Annunciazione, o un compianto, forse maternità e agonia...

Due sculture di Ugo Riva,
una donna regale
con un bambino
sulle ginocchia
e una figura supina
chiusa in una gabbia,
sono appoggiate
su due diversi livelli
al lato destro
della solenne scalinata
che accede
all’altare maggiore.
La prima è
in bronzo colorato,
l’altra in terracotta; entrambe sono
su piedestalli
di ferraglie arrugginite.
Sono collegate
da un drappo viola
colore del tempo
di Avvento.
L’Installazione
è “spiazzante”;
non si capisce subito
cosa voglia rappresentare:
l’annunciazione,
o un compianto,
forse maternità e agonia…
e perché in quel luogo
nel tempo d’Avvento?
Il tutto esercita però
un richiamo magnetico.
“E del tempo fu sospeso il corso"

La figura della donna
è solennemente assente,
avvolta di eternità,
non abita i tempi della storia.
Il tema è caro a Ugo Riva,
che guarda Piero della Francesca
con struggente nostalgia
ome nel verso di Dino Campana “…e del tempo fu sospeso il corso”.
Il Bambino è supino,
coricato di spalle;
non mostra il viso,
guarda dietro
e sembra cercare chi lo segua.
I rottami di una civiltà che ostenta la corrosione

La figura in gabbia
è alata;
è un angelo,
forse l’angelo dell’Annuncio
o uno degli angeli
dell’annuncio ai pastori;
è incompiuto,
dolente e sopraffatto,
con mani e piedi
sbocconcellati
e corpo fustigato.
La gabbia è sconnessa;
le sbarre sono divelte,
ma la figura
non è riuscita a liberarsi.
E’ immagine
della lotta vinta dai tondini
per il cemento armato
e dai rottami di una civiltà
che ostenta
la corrosione
delle sue strutture portanti.
Disorientare per provocare nuovi orizzonti
L’installazione mette in relazione tre contesti: il Duomo di Bergamo con la sua storia e le dorature, bellezza di devote certezze; la Donna regale, Annuncio diventato Figlio, oltre i tempi della storia; la gabbia dei tempi contingenti dove l’Annuncio appare stremato e costretto.
Chi guarda faccia sintesi. L’arte ha realizzato il suo compito: disorientare per provocare nuovi orizzonti; qui nuovi percorsi verso il Natale.