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Arte al femminile

donna pittura

Oggi è la festa della donna. Sem Galimberti intende rendere omaggio ad alcune grandi espressioni dell’arte al femminile. Del passato e del presente

 

 

In arte non esiste uno specifico di genere femminile ma esistono donne che hanno fatto della loro vita e della loro opera un punto di riferimento significativo nel campo della creatività. Non solo nel passato, nonostante i pregiudizi e i divieti di una società che ha relegato il ruolo della donna a ranghi sempre inferiori. La secolare difficoltà ad affermarsi in un campo che ha valorizzato soprattutto la professionalità maschile, non ha impedito alla genialità al femminile di manifestarsi anche nei secoli bui.

 

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Artemisia Gentileschi

Su oltre 170 vite di artisti antichi e moderni, Giorgio Vasari assegna ad una sola donna il privilegio di una biografia: si tratta di Madonna Properzia De’ Rossi, scultrice bolognese: “… giovane virtuosa non solamente nelle cose di casa, come l’altre, ma in infinite scienze che non che le donne, ma tutti gli uomini ebbero invidia. Costei fu del corpo bellissima e sonò e cantò ne’ suoi tempi meglio che femmine della sua città…. E certamente era un miracolo vedere in su un nocciolo così piccolo tutta la Passione di Cristo fatta con bellissimo intaglio, con una infinità di persone, oltre i crucifissori e gli Apostoli”.

 

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Sofonisba Anguissola

Dunque, l’unica artista degna di nota dal Vasari era famosa nel 1500 per la perizia nell’incidere un guscio di noce. È vero che, in una seconda edizione delle “Vite”, alla fine Vasari cita anche Sofonisba Anguissola (artista cremonese alla corte spagnola di Filippo II), ma solo per compiacere i potenti dell’epoca con una citazione delle loro imponenti collezioni.

Oggi, finalmente, le figure femminili nella storia dell’arte moderna sono molto presenti (Angelica Kauffman, Sonia Delaunay, Frida Kahlo, Georgia O’ Keeffe…) come protagoniste delle avanguardie. Ma è nel contemporaneo che le figure di artiste sono egemoni nel panorama internazionale: tra le più famose l’iraniana Shirin Neshat, regista e fotografa in esilio, Marina Abramovic famosissima performer di origine serba, Chiaru Shiota (Osaka 1972) che costruisce monumentali strutture di filo rosso recentemente esposte anche al Pac di Milano.

 

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Chihau Shiota
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Shirin Neshat

Tornando a Bergamo, segnaliamo la bella mostra alla GAMeC di Ana Silva di origine angolana, che nelle tele cucite della serie “Agua” mette in dialogo le opere con la manualità tradizionale nell’impiego del ricamo come pratica artistica e relazionale. Realizzati su un materiale leggero come la crinolina, i fili colorati e i nodi tracciano immagini di paesaggi e figure, fiori, uccelli variopinti e ritratti di bambini. Sono questi ultimi che portano taniche di acqua potabile, simbolo della crisi idrica che colpisce soprattutto le comunità più povere dell’Africa.  Mostra da non perdere non solo in occasione dell’8 marzo, Giornata della Donna.

 

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Ana Silva
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Ana Silva
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Ana Silva

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