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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

Alessandro per un voto di pace

Il 26 prossimo la comunità civile e religiosa di Bergamo celebra la festa del protettore sant'Alessandro (nella foto sopra: scorcio della cupola del duomo).
Osvaldo Roncelli ci propone una sua suggestiva riflessione partendo da una delle più antiche rappresentazioni di sant’Alessandro in terra bergamasca

 

PNG Trittico

Maestro del 1388
San Giorgio e la principessa - Maria e Gesù fanciullo con l’alfabeto - Sant’Alessandro a cavallo
Almenno S. Salvatore, Basilica di San Giorgio

 

Nella Basilica di San Giorgio ad Almenno San Salvatore - subito a destra dell’ingresso - è affrescato un insolito trittico asimmetrico che si sviluppa, diviso in tre parti, tra la controfacciata e la parete della navata. Nonostante l’insolita collocazione ad angolo si tratta di immagine unitaria in quanto i riquadri sono chiusi su tre lati da elegante cornice “alla cosmatesca”, rossa e bianca. La committenza di rango, aggiornata alle mode del gotico cortese, è certificata dalla fascia superiore dipinta a fogliami di acanto alternati a rosoni.

Giorgio

Nello scomparto più a destra, sulla parete della navata, San Giorgio a cavallo, rivestito di armatura, trafigge il drago alato, ormai morente, di fronte all’atterrita principessa drappeggiata in veste mezza rossa, mezza verde.

Giorgio porta sulla sopravveste una scritta molto abrasa dove ancora si legge “…ALEM…BERGOMI”.

Alessandro

All’estremo opposto Sant’Alessandro, in armatura e lancia in resta, sprona il cavallo al salto guardando gli astanti.

Porta sul petto il giglio, vessillo della Legione Tebea dove aveva combattuto e convertito tutti i commilitoni alla nuova fede: la stessa fede che porterà, scavalcando l’Adda, nelle terre di Bergamo.

Crescere in sapienza, pietà e grazia

Al cento, come in preziosa edicola marcata da colonnine tortili, Maria tiene per mano il Bambino Gesù che regge una tabella con le lettere dell’alfabeto.

 

PNG Maria insegna

Si tratta di rara iconografia, probabile evoluzione dal tema evangelico della vita “nascosta” di Gesù dodicenne dopo la “disputa con i dottori del Tempio”: “Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso…e cresceva in sapienza, età e grazia…”. (Lc 2,51-52)

Oltre la bellezza, le immagini - allineate sul piano continuo di un prato fiorito, rese espressive più che dall’abilità del disegno, dalla suggestione dei colori di cultura gotica - provocano alla ricerca di allusioni e significati.

“…die XXVI mense agusti…”

Sul capitello della semicolonna addossata alla controfacciata un’iscrizione molto consunta suggerisce significati; si riesce ancora a leggere ”…MCCCLXXXVIII die XXVI mense agusti…” - proprio 26  agosto 1388 festa di Alessandro patrono di Bergamo - seguito dal nome del committente “Simon detto Zaburinus de Lemine”…”.

 

PNG Iscrizione

 

Gli anni tra il 1386 e il 1390 sono tempi di pace tra guelfi e ghibellini bergamaschi.

Tra la Valle Imagna, a tradizione guelfa, e Bergamo, dove al momento hanno il sopravvento le fazioni ghibelline, si stipula generale pacificazione che pone fine a travagliate rivalità: i Santi intercessori sono Giorgio, patrono della chiesa di Almenno, e Alessandro, martire di Bergamo.

Un cavalleresco torneo di pace

Nel dipinto i due Santi cavalieri, Giorgio e Alessandro, - non guerrieri ma operatori di pace - sembrano affrontarsi in un torneo di festa: uno porta la vittoria sul drago, l’altro la Parola di pace che ha diffuso nelle terre a oriente dell’Adda. Il duplice congiunto omaggio è rivolto a Maria intenta a fare scuola, a insegnare a leggere e scrivere, niente meno cha a Gesù: “scuola” come esito e premessa di pace.

Simon de Lemine, Simone di Almenno, proprio nel giorno del 1388 dedicato a Sant’Alessandro adempie il suo voto per la pace con l’auspicio sottinteso dall’alfabetiere stretto nella mano del Bambino: leggere e imparare per consolidare coscienza, consapevolezza e discernimento verso cieli e terre nuove.

                                                                      

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