Search on this blog

Tra povertà ed emarginazione

poveri homeless

Anche Bergamo ha i suoi poveri. E non sono pochi. Si parla di 60 mila persone che, in tutta la provincia, non ce la fanno a sopportare le spese per cibo, bellette, affitto

 

 

E' sempre difficile, in una città benestante come Bergamo, accettare che che ai margini della vita cittadina ci siano sacche di povertà non sempre visibili.

I poveri in India. E a Bergamo

Sono rientrato da un viaggio in India dove nelle città sovraffollate i poveri "dalit" (nullatenenti, intoccabili, quelli nati dalla polvere dei piedi di Brahma) vivono tutta la vita in strada tra immondizia e tuguri fatiscenti, sotto gli occhi di tutti.
Cosa sia la povertà a Bergamo, lo scrive don Roberto Trussardi, direttore della Caritas Diocesana che proprio quest'anno ha celebrato il cinquantennio di fondazione. "In passato le persone avevano un'unica povertà, quella materiale, mentre oggi il quadro è diventato più complesso". I dati statistici dicono che gli indicatori di povertà assoluta, quella cioè che non consente di affrontare la spesa per i consumi essenziali (cibo, scadenze, bollette, affitto...) riguarda circa 60 mila persone tra città e provincia. L'incidenza della povertà è raddoppiata nelle famiglie di tre, quattro, cinque o più componenti. Anche gli anziani sono in sofferenza. Più che di povertà manifesta, qui si deve parlare di problemi di solitudine e isolamento. Per i giovani la povertà riguarda la prospettiva lavorativa e occupazionale, unita a una sorta di caduta degli ideali.

Circa il 70% degli emarginati è straniero, senza dimora fissa, senza documenti ufficiali, spesso impiegato in lavori marginali con paghe da sfruttamento. Le leggi drastiche e punitive dello Stato rispetto all'emigrazione, non favoriscono la soluzione del problema. Docce, servizi igienici, mense, dormitori sono assolutamente insufficienti anche nella nostra città benestante.

I poveri che prendono pasti dai Cappuccini. Il carcere di via Gleno

La mensa per i poveri dei Frati Cappuccini di Bergamo, rappresenta dal 1959 un punto di riferimento per tutti coloro che non sanno dove mangiare e hanno bisogno di un luogo dove farlo. Grazie ai volontari e a un provvidenziale reperimento di cibo, la mensa ospita gratuitamente circa 200 persone, senza distinzione di nazionalità e religione. (Ma ci sono cittadini che abitano nei dintorni del Convento che hanno raccolto le firme per allontanare gli sgraditi ospiti...).
Infine c'è la povertà multipla degli abitanti di una città nella città: il Carcere di via Gleno. La struttura subisce un super affollamento ospitando circa 600 detenuti in una capienza ufficiale di 319 posti regolamentati.
E' fondamentale che non venga mai meno la nostra attenzione. Il Terzo Settore, le Amministrazioni, le Associazioni di volontariato, gli uomini di buona volontà non voltino la testa da un'altra parte e facciano il loro dovere di persone che hanno a cuore le sorti dell'umanità più dolente.
Leggi anche:
Duina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *