Una vacanza nel Nord dell’Inghilterra. Entriamo nella bellissima cattedrale di York. Si celebrano i vespri. Presiede una donna. Sensazioni, considerazioni, speranze.
Quest'anno ho scelto di passare le vacanze, attraversando in bici insieme alla mia compagna, il Nord dell'Inghilterra e il sud della Scozia. Un viaggio stupendo tra brughiere, città, coste selvagge e storie del passato e del presente. Negli ultimi giorni siamo arrivati a York, una città che racchiude una storia millenaria di commercio e di monasteri. Oltre alle mura medievali che la circondano, ad accogliere ogni visitatore c'è la seconda cattedrale più grande del Nord Europa dopo Colonia. Un gioiello dell’arte gotica costruita in 250 anni da maestranze artigiane, minatori che per realizzarla talvolta ci hanno lasciato la vita.
Nella cattedrale di York, in Inghilterra, i vespri. Presiede una donna
L'entrata nella cattedrale a York costa circa 20 sterline a testa, una cifra non indifferente. Ogni sera, alle 17.30, tuttavia è possibile prendere parte alla celebrazione dei vespri: si tratta di un momento di spiritualità aperto al pubblico all' interno del bellissimo coro ligneo della cattedrale. Ad accogliere ogni partecipante ci sono alcuni volontari e volontarie della cattedrale: indicano la strada, distribuiscono i libretti per la preghiera, gestiscono gli afflussi. Il coro si riempie velocemente. La funzione è presieduta dalla reverenda Maggie Maclean. Dopo una breve introduzione il coro della cattedrale, costituito da 40 persone, canta i salmi del giorno a 4 voci, poi due letture, una rispettivamente dell’Antico Testamento l'altra del Nuovo Testamento, un breve commento e il canto del Magnificat.
Nulla di trascendentale, eppure alcuni dettagli mi hanno colpito. Per la prima volta nella mia vita a presiedere una liturgia c'era una donna. Si tratta di una rivoluzione dell’immaginario non indifferente: sentire una voce femminile che proclama il Vangelo, che predica, vedere un corpo femminile che benedice e che agisce rappresenta sicuramente una discontinuità con l'attitudine liturgica cattolica. Maggie Maclean è stata ordinata nel 1994: penso alle sue parole che commentano il vangelo di quel giorno, il celebre brano di Marta e Maria. Maclean ha più volte parlato a chi, nelle nostre famiglie, si dedica, con un grande carico mentale, alla cura degli anziani e alla manutenzione quotidiana della casa. Sono state per me parole e attenzioni inedite in un contesto di preghiera, dovute - credo - ad un modo di percepire la vita con un altro sguardo, diverso da quello maschile a cui come assemblea italiana cattolica siamo abituati. Tuttavia, non si tratta solo di sguardo, di nuove domande e di orizzonti più ampi, ma di potere. Mi spiego: non si tratta solo di aggiungere un altro punto di vista, ma di riconoscere una mediazione specifica dello Spirito nella storia, senza la quale la Chiesa non sarebbe davvero una Chiesa di tutte e tutti. Cosa che concretamente avviene con l'accesso a tutte e tutti dei ministeri. La presidenza liturgica nel suo statuto di servizio è un atto di custodia e allo stesso tempo di interpretazione della fede che richiede adesione al proprio tempo.
Immagino le donne - sacerdote nella Chiesa cattolica
Dal 1992 il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra ha approvato l’ordinazione delle donne al sacerdozio, e nel 2014 ha esteso questa possibilità anche all’episcopato femminile, tanto è vero che da quest'anno l'arcivescovo di Canterbury è Sarah Mullally.
Appena uscito, ho provato a immaginare quanto sarebbe bello che anche la Chiesa cattolica potesse a breve concepire e realizzare il sacerdozio femminile. E lo facesse non per una ragione di emergenza (il venir meno delle vocazioni maschili) ma per un autentico cambiamento antropologico. È chiedere troppo? In fondo, sappiamo che motivazioni teologiche stringenti per opporsi non ce ne sono, basterebbe leggere i tempi maturi già da parecchio per osare scelte diverse. Un'altra considerazione: a quella preghiera comune potevano accedere tutte e tutti. E fin qui, ci mancherebbe. Seduti nello stesso coro c'era - e lo scrivo davvero senza nessun giudizio anche perché ne facevo parte anch'io - chi ha intravisto nel momento di preghiera un'occasione gratis per abitare una fantastica cattedrale, c'era qualche fedele del luogo per cui quel momento scandisce ogni giorno le proprie giornate, c'erano persone curiose, credenti e non credenti, anglicani, agnostici, cattolici, insomma metteteci tutte le categorie che volete. È così anche nelle nostre comunità, ci mancherebbe. Forse nelle belle cattedrali delle città un po' meno. Il nostro Paese ha degli spazi spesso magnifici diventati degli scrigni artistici privi di vita: a parte qualche Messa sono spazi in cui la comunità fa fatica a trovarsi.
Un senso liberante di comunità
L'esperienza di un vespro condiviso e vissuto per me è stata una proposta sulla soglia, in cui uno spazio bellissimo è diventato condiviso e libero. Ciascuno ha vissuto il momento con la propria postura: chi è entrato per curiosità, chi per pregare, chi per perdersi nelle vetrate gotiche, chi per ritagliarsi un tempo diverso, chi per riposarsi, chi per ascoltare un coro inglese a quattro voci, chi perché non sapeva che fare prima di cena. Eppure, faccio fatica a non pensare che non fosse un'esperienza spirituale comunitaria: non conoscevo nessuna delle persone con cui ho vissuto quel momento, eppure ho percepito un senso di comunità non opprimente ma liberante.
A volte, come Chiesa, forse ci siamo un po' rassegnati a fare dei tentativi per vivere spazi di spiritualità postmoderni dove una comunità eterogenea e occasionale possa ritrovarsi, in cui ciascuno possa sentirsi a suo agio vivendo tempi e spazi a suo modo ma allo stesso tempo in un contesto comune. Magari qualche magnifica chiesa delle nostre città turistiche potrebbe diventare un giorno sia un luogo pieno di arte sia un luogo di passaggio per un rito comunitario leggero? Chissà, forse Dio parla anche lì, tra il protiro e la piazza, tra le vie del centro e le pietre di una navata maestosa.
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Vavassori
1 commento
Bravo Martino,
condivido in pieno le tue riflessioni, ma non so se riuscirò a vedere questi cambiamenti. Il mondo viaggia a mille (e non sono d’accordo) ma la Chiesa viaggia a – 10 (e anche questo mi fa arrabbiare). A presto 🖤💙