Ha fatto molto parlare l’iniziativa di un comitato di giovani di Azione Studentesca, vicino al partito della Meloni, che ha chiesto agli studenti di denunciare i professori di sinistra.
L’ironia di Giorgio Gaber
Giorgio Gaber, in una sua iconica canzone degli anni Settanta dal titolo "Destra-Sinistra”, ironizzava sulle differenze superficiali e sui luoghi comuni che definivano le due parti, evidenziando con sarcasmo quelle che, a suo modo di vedere, erano le scarse divergenze sostanziali tra le due ideologie.
Ho citato Gaber per collegarmi alla contestatissima iniziativa di un comitato di giovani di Azione Studentesca, gruppo politicamente vicino a Fratelli d’Italia, che ha chiesto agli studenti italiani di denunciare i professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni e ha invitato a descrivere i casi più eclatanti di tale atteggiamento, in forma anonima. L’iniziativa ha suscitato la reazione preoccupata e la condanna senza appello da parte di molti gruppi di docenti, dell’associazione nazionale presidi, dei dirigenti scolastici, di tutti i partiti dell’opposizione e ha portato a un accertamento in atto da parte del ministero.
Il “professore di sinistra”. Chi è?
Sulla questione in oggetto mi nascono alcune osservazioni. Prima osservazione: la definizione di “professore di sinistra”. Chi è? Come si identifica? Qual è il suo profilo, la sua carta d’identità? È di sinistra chi fa lezioni sulla resistenza o su Fidel Castro o sull’Unione Sovietica? E quindi coloro che parlano del fascismo o del nazismo sono di destra? Coloro che apprezzano Pasolini sono di sinistra, coloro che ammirano la poesia di D’Annunzio sono di destra? Ancora, chi segue l’ideologia lgbtq+ è di sinistra e chi invece valorizza e difende la famiglia è di destra? Chi crede in Dio è di destra e chi crede in Allah o è ateo è di sinistra? Simpatizza per la sinistra solo chi ha partecipato alle manifestazioni pro Pal, tutti gli altri simpatizzano per la destra?
Faccio riferimento a me stesso: nella mia vita di insegnante ho apprezzato e ammirato la poesia di D’Annunzio (e allo stesso modo la letteratura di Pasolini), ho presentato e analizzato i regimi nei loro diversi aspetti, sono sposato, sono credente, e non ho neppure partecipato alle manifestazioni a favore del popolo palestinese (peraltro condividendone lo spirito), ma vi assicuro che non sono di destra. Quindi?
Impossibile essere neutrali
Seconda osservazione: la neutralità è possibile? Penso che ciascuno di noi, se vive il proprio tempo ed è partecipe della vita sociale e politica del suo paese, dell’Europa e del mondo intero, non possa non assumere una posizione su ciò che accade quotidianamente attorno a lui.
Essere di sinistra o di destra significa dare il proprio voto a Schlein/Conte/Bonelli o a Meloni/Taiani/Salvini? Si può essere di sinistra senza aderire alla sinistra istituzionale e dogmatica (come scelse di fare Gaber)? Si può essere di destra condannandone gli estremismi e rifiutando atteggiamenti nostalgici o semplicemente posizioni illiberali o repressive? Condannare il vergognoso e disumano sterminio a Gaza è forse una prerogativa esclusiva della sinistra? Oppure commentare con sconcerto la strage subita dagli Israeliani in quel drammatico 7 ottobre è di destra? Criticare la politica dell’attuale presidente americano centrata esclusivamente sul successo personale e sul profitto economico è sbagliato perché di sinistra? Oppure rimarcarne il ruolo di mediatore nella politica internazionale è sbagliato perché dare rilievo a Trump è di destra?
Non è possibile e non è nemmeno giusto restare neutrali di fronte alla storia, si deve avere il coraggio di prendere posizione, certo con equilibrio. Sbagliato è invece, da parte di un professore, proporre alla classe la propria visione come la sola corretta e quindi condannare le altre e, soprattutto, non accettare il dibattito chiudendo la bocca a chi ha idee diverse; questo atteggiamento non è né di destra né di sinistra, è semplicemente idiota, stupido, illiberale, antidemocratico.
E ora, che fare? Nulla, probabilmente
Terza osservazione: cosa ne faranno gli studenti di Azione Studentesca delle denunce ricevute dai loro colleghi? Metteranno in atto manifestazioni di rivalsa o di demonizzazione dei soggetti denunciati? Avanzeranno richieste di interventi disciplinari nei loro confronti (e a che titolo?).
Nulla di tutto ciò, ovviamente, anche perché, a quanto pare, non circoleranno nomi e cognomi. Quindi l’iniziativa assume una semplice patina ideologica da parte di una destra che vuole etichettare la scuola statale come un sistema di sinistra. Non so se ciò sia vero e sinceramente non mi interessa; certo, nei corridoi e nelle aule scolastiche ho incontrato in netta prevalenza colleghi simpatizzanti della sinistra e pochi invece di ideologia opposta, ma ho incrociato (e apprezzato) anche tanti moderati che, senza sbandierare la loro simpatia o appartenenza politica, hanno lavorato con chiarezza e con misura, con onestà intellettuale e con equilibrio, disposti a dichiarare le proprie idee e a rispettare quelle divergenti, stimolando il senso critico dei loro studenti.
Concludo: premesso che la libertà di insegnamento non si tocca, così come la libertà di pensiero e di parola, ritengo che l’iniziativa estemporanea di quel solerte gruppo di studenti finisca nel nulla, sono convinto che la scuola continuerà a essere luogo di pluralismo e di confronto democratico, nel quale c’è posto per tutti, simpatizzanti di destra e di sinistra, cattolici, musulmani, ebrei e atei, eterosessuali e omosessuali, senza alcun tipo di classificazioni e di marchiature. Perché questo, proprio questo, è il valore inestimabile garantito e difeso dalla nostra democrazia.
1 commento
Sisana, misurato ed efficace, come sempre.
Gianantonio