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Strada facendo

Molte cose diverse, poche cose nuove. E molta inquietudine

incertezza, movimento, smarrimento

 

Oggi ci si sente inquieti, incerti, smarriti. Forse si potrebbe tentare di riassumere questo stato d’animo collettivo dicendo che abbonda il diverso e scarseggia il nuovo. Ma è una formula. Solo una formula.

 

 

E’ una constatazione che si avverte spesso: ci si sente smarriti, inquieti, incerti. E’  sensazione che non viene soltanto da un ambito della storia che stiamo attraversando, ma da molti ambiti insieme.

Le guerre sono causa e conseguenze della rivoluzione nei rapporti internazionali. Gli USA di Trump non si interessano dei loro rapporti con l’Europa, e si interessano molto di più di quelli con la Cina. 

Sta cambiando tutto. L’Intelligenza Artificiale fa immaginare sviluppi difficili da prevedere nel mondo della ricerca, dell’informazione, della produzione…

Sta cambiando tutto. Si lavora molto più spesso da casa che in ufficio, tutto il lavoro sta mutando. Ci sono ancora operai?

Se si guarda al mondo politico, gli schieramenti tradizionali non ci sono più, tutto è diventato fragile e fluido. Stanno emergendo leader nuovi e di difficile classificazione… Anche in Italia partiti che facevano sfracelli sono precipitati a percentuali risibili. Leader potenti sono spariti, leader nuovi sono emersi e non si sa quanto dureranno.

Anche dove situazioni antiche resistono si ha la sensazione che sono sempre a rischio.

E poi, ancora, la guerra, le guerre, le tante guerre, tanto più ostinate, quanto meno comprensibili e ancor meno accettabili.

 Sta cambiando tutto anche nella Chiesa. Non solo per quello che c’è di diverso rispetto a prima, ma anche per quello che non c’è più. Non si sono più le parrocchie di prima, gli oratori di prima, non ci sono più i preti di prima, i laici di prima. Non ci sono più.

Quanti motivi per lamentarsi e per rimpiangere!

Tutte queste svariate sensazioni si mettono insieme per comunicare un indefinito senso di inquietudine, di incertezza, perfino di smarrimento. Si possono dare tanti nomi a questa inquietudine. Mi pare che, tra le tante possibili spiegazioni, si potrebbe tentare una specie di slogan: oggi abbonda il diverso, scarseggia il nuovo. Non si ha più quello che c’era e non si riesce a indovinare quello che ci sarà. Si sa quello che sta morendo, non si riesce a individuare quello che sta nascendo. E le varie crisi della società e della politica e della economia e della Chiesa e di tante altre istituzioni contribuiscono.

E’ una formula, come è facile vedere, una semplice, banale formula. Oltretutto, anch’essa non è nuova. Tutt’al più è diversa, forse.

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