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I cristiani MAGA abbandonano Trump?

Trump e i maga

 

La polemica sugli attacchi del Presidente USA al Papa. Accuse di blasfemia. Paragoni con l’Anticristo. Video in cui storici influencer conservatori bruciano i cappellini MAGA. Cosa sta succedendo nella base di sostenitori di Donald Trump?

 

 

Lo scandalo lo conosciamo ormai tutti: domenica 12 aprile Donald Trump ha attaccato Papa Leone XIV, definendolo (in maniera rocambolesca, come da sua consueta linea comunicativa) “un debole” e uno a cui “piace il crimine”. L'evento scatenante è stata una dichiarazione del Pontefice a sostegno della pace, riferendosi all'attuale guerra voluta da Trump con l’Iran. Non solo: all'attacco pubblico (“I’m not a big fan of Pope Leo”, come se parlassimo di pop star) è seguito poco dopo un tweet dall'account personale di Trump sul social Truth in cui veniva pubblicata un'immagine creata con l’AI rappresentante il Presidente americano in veste di Gesù Cristo, intento a guarire un malato e circondato da soldati statunitensi simili ad angeli.

Sarebbe un meme divertente, se solo fosse un meme e non un fatto di politica internazionale - quella politica in grado di iniziare e finire guerre, bombardare civili, perpetrare genocidi oppure dialogare.

Che le critiche al tycoon piovessero dai vari oppositori americani e non, non ci stupisce. Che a rivoltarsi stavolta fosse però una parte consistente dei suoi sostenitori storici, merita indubbiamente uno sguardo.

Chi dei fedelissimi sta criticando Trump?

Com'è noto, una gran parte della base elettorale trumpiana è costituita da comunità cristiane di vario tipo, che nella linea politica conservatrice dei Repubblicani sono spesso stati più rappresentativi rispetto alla loro controparte liberale nei Democratici.

Sin dall'inizio dello scandalo, la base cattolica dei MAGA si è profondamente risentita, schierandosi in netta maggioranza con il Papa, cosa che gli evangelici non hanno fatto. Entrambi i gruppi, però, non si sono tirati indietro dal definire una vera e propria blasfemia l'infame vignetta - peraltro subito cancellata e giustificata goffamente sostenendo fosse la rappresentazione di un dottore “perché io faccio star bene le persone”. Virgolettato del Presidente, non mio.

Mentre il fronte cattolico è piuttosto unito in queste ore, quello evangelico (nettamente maggioritario) è diviso. Mentre molti influencer stanno pubblicando video indignati, alcuni addirittura abbandonando ufficialmente il movimento MAGA, i loro leader storici sono stranamente in silenzio. Nulla per esempio arriva da Turning Point, la piattaforma fondata da Charlie Kirk, di linea dichiaratamente cristiana e MAGA sin dall'inizio.

È la fine di Trump?

Questo caos porterà a una perenne diminuzione delle percentuali di gradimento di Trump? Forse. Forse gli toccherà un giorno lo stesso destino del rivale Joe Biden, da lui stesso insultato e sbeffeggiato per i segni di demenza senile mostrati dal candidato Democratico, mentre alcuni MAGA delle prime ore chiedono le dimissioni di Trump per evidente senilità e incapacità di guidare la nazione.

Forse, ma non è questo il punto.

Il punto che possiamo trarre da questa surreale polemica mondiale è che, innanzitutto, il cristianesimo non appartiene a uno schieramento politico, non è né di destra né di sinistra, e nemmeno di centro. Possiamo imparare che la strumentalizzazione della religione da parte della politica è terribilmente pericolosa, e che bisognerebbe guardarsi bene da chiunque parli di potere brandendo un crocifisso, indossi la cravatta blu o rossa.

Possiamo imparare anche che la Bibbia ci mette abbondantemente in guardia sia dall’idolatria, sia dai leader religioso-politici che innalzano il loro volere a Legge, buttando qua e là il nome di Dio.

Credenti o meno, cattolici o evangelici, sarebbe il caso di imparare.

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