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Parole invisibili

parole invisibili. pergamene

Un’esperienza di scuola appassionante. Un’antica pergamena è stata raschiata per scriverci sopra altro. Ma le parole di prima riappaiono. Le parole invisibili tornano visibili. Una mostra è aperta in Piazza Vecchia, Città Alta. Giulia Leghissa è studente universitaria

 

Si capisce immediatamente quando una persona è appassionata del suo lavoro.

L'ho potuto notare quando verso la fine della lezione del 3 dicembre il mio professore di Paleografia, Paolo Buffo, "casualmente" cliccò sul computer la scheda che presentava la locandina dell'inaugurazione della mostra "Parole Invisibili". Ci parlava con un tono entusiasta, con una punta di agitazione, mentre ci invitava calorosamente a partecipare all'inaugurazione di questa mostra che si sarebbe tenuta proprio quel pomeriggio alla biblioteca Angelo Mai.

Vedevo la luce nei suoi occhi quando, durante l'evento, il professore parlava dell'incredibile impegno che era stato messo nella realizzazione di questo progetto portato avanti per anni da parte di diversi ricercatori e soprattutto dagli studenti dell'indirizzo di Valorizzazione del Patrimonio Culturale dell'Università di Bergamo.

Uno studio tutto dedicato ai palinsesti: testi che sono stati raschiati dalle pergamene per ottenere nuovo spazio su cui poter scrivere. Tuttavia qualche traccia di quel passato che si credeva essere andato perduto per sempre è rimasta, forse proprio per mostrare come i manoscritti debbano essere osservati.  Essi infatti sono ricchi di parole che non sempre appaiono in superficie, parole che sono state cancellate perchè ritenute inutili, ma che oggi hanno un valore immenso poichè raccontano la storia di come un testo abbia cambiato la sua struttura e il suo contenuto.

Mi sento davvero contenta di aver partecipato all'inaugurazione: ascoltando le parole di tutti i ricercatori che hanno partecipato al progetto mi sono ricordata il motivo percui io abbia scelto questo percorso di studi. Viene sempre ritenuto troppo facile, troppo teorico, quando invece un lavoro pratico sul testo, viene quasi imposto da questa tipologia di materie. Per capire un testo, non lo si può leggere una sola volta, magari di sfuggita, ma c'è bisogno di toccare con mano quelli che sono secoli di storia racchiusi in un' unica pagina: chissà che non riservi delle sorprese...

Per chiunque fosse interessato la mostra si tiene a Casa Suardi, in Piazza Vecchia fino al 6 marzo 2026

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