Un libro straordinario. Delle straordinarie immagini.
Su un tema impegnativo: il rapporto tra bambini e Dio.
Non ti immaginavo assolutamente così
«Una mattina, Omino fa la sua passeggiata.
Ai bordi del sentiero, incontra una cosa.
«Non aver paura», dice la cosa.
Si fa presto a dire..., pensa l’omino.
«Chi sei?» domanda educatamente.
«Sono Dio»
«Sei Dio? Il DIO?
Non ti immaginavo assolutamente così.»
Così inizia il dialogo fra Omino e Dio nello straordinario libro illustrato per bambini di Kitty Crowther. Sotto gli occhi del lettore, la bellezza del creato si tinge dello splendore della presenza divina, finché, al termine della giornata, viene il momento degli addii: Omino e Dio si lasciano, ognuno per tornare ai propri luoghi, pieni del mistero insondabile dell’incontro con l’Altro.
«Omino torna a casa a lavare i piatti,
tutto sorridente, tutto felice.
Ci sono dei giorni, come questo, pensa,
che ti cambiano per l’eternità.»
Il "realismo magico" di una disegnatrice geniale
Kitty Crowther, nata nel 1970 a Bruxelles da padre inglese e madre svedese, è autrice e illustratrice per bambini apprezzata a livello internazionale (forse poco nota in Italia) con una grande capacità di coinvolgere il piccolo lettore in temi complessi attraverso testi e disegni essenziali carichi di una spiccata forza empatica.
Grazie a questa innata capacità, Kitty Crowther non esita ad affrontare temi impegnativi, ma sempre con garbo, come il dolore, la morte, la separazione, la solitudine ma anche la gioia, la sorpresa, la felicità dell’incontro, del contatto con la natura dove i fiori, le piante, gli animali, il mistero, dove i disegni parlano al bambino sprigionando la sua fantasia senza però proporre soluzioni preconfezionate.
Il suo stile è stato chiamato dai critici “realismo magico”: «Questo termine mi piace - spiega l’artista - perché suggerisce la presenza di una magia nella realtà, e la magia rimanda agli istanti di grazia della nostra vita quotidiana».
Di successo le storie di Poka e Mine, due simpatici animaletti, un adulto e una bambina, che scoprono il mondo intorno a loro; Storie della notte o Grat grat cirp splash! dove il bambino viene condotto nel rapporto con il buio della sua cameretta; "Dentro di me, con i testi di Alex Cousseau", dove il viaggio nel corpo umano si trasforma in un viaggio dentro sé stessi.
L'omino ("Le petit homme") e Dio
L’Omino e Dio (Le petit homme et Dieu: titolo originale 2010), nonostante sia rivolto ad un pubblico dai cinque anni in su non cede mai alla semplificazione o alla banalità.
I numerosi richiami biblici sottesi ai vari episodi della giornata sono precisi e puntuali. L’incipit è un riferimento a Mosè davanti al roveto ardente; Omino invita Dio a casa sua a mangiare una frittata: riferimento ad Emmaus ed all’eucarestia; dopo pranzo Omino invita Dio a fare il bagno nello stagno, riferimento al battesimo, mentre Dio anziché tuffarsi cammina sulle acque; più tardi Omino sale sull’albero, riferimento a Zaccheo il pubblicano, e qui prosegue in dialogo tra i due; quando si lasciano Dio pone amorevolmente la mano sul capo di Omino e questi sorride con la mano sul cuore. A sorpresa il finale, forse un ardito richiamo trinitario, quando Dio torna in cielo con un nuovo richiamo eucaristico e all’incarnazione.
A livello grafico, l’esperta matita della Crowther nulla lascia al caso: se Omino è disegnato con un sottile tratto di grafite la figura di Dio è tracciata da un vivacissimo segno di matita rosa e circondata da un’aura arancione: questi colori costituiscono una traccia visiva che guida il piccolo o grande lettore lungo lo svolgersi del libro.

Tutti gli elementi vivi e naturali riflettono quella stessa aura arancione, quasi come li illuminasse, e anche Omino, che pare privo di quel riflesso per quasi tutto il libro, nel finale guadagna a sua volta l’aura arancione, segno evidente del mutamento indotto dall’incontro. Il rosa invece rimane prerogativa di Dio, tranne per un dettaglio: è anche il colore del sorriso di Omino.
Una sorta di scansione temporale è data dal colore del cielo, che col passare del tempo diviene sempre più arancione fino a culminare in un coloratissimo tramonto proprio all’apice della vicenda. Il colore arancione definisce il senso della narrazione, fin dalla prima pagina, anzi da prima; già il risguardo è decorato con un’illustrazione realizzata interamente con tale colore in cui Dio e Omino sono di spalle ma si guardano tra loro: un tenue colore arancione fa intuire le sagome dei due personaggi: non c'è più disegno e di essi rimane solo la parte spirituale, l’elemento unitivo.
Un nuovo modo di parlare di Dio e del Mistero ai bambini?