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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

Da strumenti di morte a strumenti di vita

guerra no

Le armi sono la regola della paura, e la musica è la regola della fiducia: entrambe implicano creatività e tecnologia, ma una è costruita per opprimere gli altri, e l'altra è una forma di liberazione. Queste operazioni scultoree non sono pensate solo per trasformare la materia, ma per portare a una trasformazione psicologica e, si spera, a una trasformazione della società." (Pedro Reyes)

 

 

 

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Pedro Reyes - Flauto di Pan, 2013 (prima erano 8 pistole)

Pedro Reyes - nato nel 1972 - vive e lavora a Città del Messico; la sua arte - in prospettiva decisamente politica -   ha lo scopo di promuovere l’azione collettiva per ridare potere alla persona nel contesto dell’umanesimo radicale.

Anno 2008 in collaborazione con le autorità locali di Culiacan

Culiacan, nel Messico Nord occidentale con quasi un milione di abitanti, è una delle città più pericolose al mondo: è da decenni dilaniata dai sanguinosi scontri tra le fazioni rivalli del “Cartello narcos di Sinaloa”, una delle più potenti organizzazioni criminali di narcotraffico internazionale.

 

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Pedro Reyer - Palas por Pistolas, 2008

Pedro Reyes, in collaborazione con la locale municipalità ha realizzato nel 2008 il progetto “Palas por Pistolas” - badili in cambio di pistole - con l’intento di contrastare la spaventosa quantità di armi diffuse nella Città.

Con la popolazione locale, immiserita dalla violenza, ha scambiato buoni di acquisto per elettrodomestici contro armi. Le armi raccolte sono state schiacciate da un rullo compressore, fuse e rimodellate in 1527 pale da giardino; con queste - distribuite nelle scuole - sono stati piantato 1527 alberi.

Riciclo creativo: “esorcismi di violenza”

Nel 2012 - ancora nella regione di Culiacan per contrastare armi e violenza - Pedro Reyes ha realizzato il progetto “Disarm” trasformando in strumenti musicali 6.700 armi confiscate dal Governo messicano durante la cosiddetta “guerra della droga”.

L’artista, smontando e rimontato le armi, ha creando strumenti a fiato, a corda e a percussione, in grado di produrre suoni: suoni, che, secondo Pedro Reyes, realizzano “esorcismi di violenza”.

 

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Pedro Reyes - Xilofono, 2013 (prima era una mitragliatrice)

Da questi strumenti è scaturita l’idea di costituire “Disarm (mechanized)” - ensemble di armi e strumenti - che esegue brani musicali in modo meccanico e automatizzato. Nel 2021 l’iniziativa si è perfezionata in “Disarm Music Box”; per raccontare in arte il mercato delle armi fa suonare ai suoi strumenti musiche dei paesi dove quelle armi sono state prodotte:

canne di ex fucili Beretta suonano musica italiana - Vivaldi - mentre ex pistole semiautomatiche in polimero di marca Glock - produzione austriaca - suonano Mozart: armonia invece di distruzione in una diversa prospettiva di potenza nazionale.

 

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Pedro Reyes - Basso chitarra, 2013 (prima era un fucile)

Blackboard - lavagna nera - per “suoni di disarmo”

Lo scorso 28 febbraio i suoni di Pedro Reyes sono stati presentati a Bergamo nell’ambito di Blackboard, progetto nato dal desiderio di riconsegnare alla collettività lo spazio storico di Palazzo della Libertà - ex Casa Littoria -  trasformandolo in luogo di testimonianze del nostro tempo attraverso opere contemporanee meno note di arte, suono e cinema.

 

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Sala dell’Orologio - Palazzo ora della Libertà - ex Casa Littoria, 1938

Con i suoni delle ”ex armi” di Pedro Reyes nella Sala dell’Orologio di Palazzo della Libertà, due diverse testimonianze di violenza, in diverse e poche e in luoghi lontani, ribaltandone  la funzione, assumono un diverso opposto, significato.

Le armi di Culiacan - in declinazione laica del versetto biblico “…forgeranno le loro spade in vomeri…” (Isaia 2,4) - sono diventate strumenti per piantare nuova vita, il crepitio dei loro proiettili trasformato in armonia.

La Casa Littoria del fascismo bergamasco - simbolo di dittatura, di oppressione, di guerra nazionalista, di razzismo - diventa luogo aperto all’ incontro, al confronto, al pensiero divergente: nei tempi contingenti pensiero di pace.

Sulla lavagna nera di Blackboard è come se venisse scritto: con la libertà di ricerca e di espressione tutto diventa possibile …forse anche il disarmo.

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