Trionfi (summit mondiali), apoteosi (milioni di preferenze), buona sorte (di progetti politiciepocali), fortuna (di governi e di partiti), ambigui consiglieri, ostentazioni di “orgoglio” per i propri risultati …
…l’arte ammonisce
Lorenzo Lotto nel Coro di Santa Maria Maggiore.
Due storie: un potente primo ministro e un consigliere cattivo
Il Coro della basilica in Santa Maria Maggiore fu nei secoli il luogo deputato ad accogliere e ostentare il potere cittadino, laico e religioso, negli antichi momenti di festa.
Fu Lorenzo Lotto l’artista incaricato di progettare le decorazioni per gli scranni; i suoi disegni, poi riportati sui legni intarsiati, traggono dalla storia biblica esempi di “capi” del passato (più o meno) virtuosi da proporre ai potenti e al popolo del presente: racconta al passato, ma parla al presente.
In particolare nei coperti - che nei tempi feriali dovevano celare le storie, scoperte solo nei momenti di festa - Lorenzo Lotto, con stupefacente libertà creativa, allude alle seduzioni del potere e fustiga i potenti.
Nella storia di Ester: Aman, primo ministro di Assuero, per ambizione vuole annientare un popolo. (Est 5)

Coperto della storia di “Ester”.
Disegno di Lorenzo Lotto, intarsio di Domenico Patengi - 1527
La sfera sulle ali, spinta da una vela, rappresenta il veliero della fortuna: rotola senza timone che possa seguire una precisa destinazione; due strane figure si tengono saldamente all’albero del veliero che vorrebbero governare: uno scimmione - che regge la corona con l’alloro del trionfo – e un mostro di donna / leone che innalza lo scettro del potere.
Volubilità e fugacità - sfera e ali - sono attributi della sorte che può portare potere e gloria, scettro e corona; il potere induce superbia, come la donna che diventa leone; la gloria spinge alla vanità, come la scimmia che si incorona d’alloro.
I progetti di Aman, spinti da vanità e superbia, denunciati dal coraggio di Ester, veleggiano nel nulla.
Nella storia di Absalon, figlio ribelle di Davide: “…in quei giorni un consiglio dato da Achitofel era come una parola data da Dio a chi lo consulta…”.
Ma Achitofel dà consigli di morte. (2 Sam17, 1-23

Coperto della storia di “Absalon, Cusai e Achitofel in consiglio” .
Disegno di Lorenzo Lotto, intarsio di Capoferri - 1527
“Il Signore aveva stabilito di mandare a vuoto i consigli di Achitofel”. Il vuoto è tema centrale della figura; solo una base scoscesa e infida, come i cattivi consigli, regge chi li ascoltala: il consigliere è già precipitato, il consigliato è sul ciglio del baratro.
La benda, più che gli occhi del giovane uomo, offusca la sua mente accecata da progetti di ambiziosa superbia.
Il saggio Cusai riuscirà a neutralizzare i piani di Achitofel che, caduto in disgrazia, s’impicca; Absalon, usurpatore, continua a perseguire il suo progetto e, accecato dalla brama di potere, vaga sull’orlo del barato.
Ammonimenti più espliciti
Salvator Rosa pittore antagonista nella Roma dell’Inquisizione
“… potere, successo, fama, gloria spesso non toccano a chi li meriterebbe… i più potenti a volte sono autentiche bestie … sono i capricci della sorte.”
La buona sorte di Salvator Rosa
Un dipinto “pericoloso”, feroce satira del potere nella Roma (allora) papale.
In molti, vedendo il dipinto appena ultimato, suggerirono all’artista di non esporlo: rischiava carcere e scomunica.

Olio su tela, cm200x133
Getty Museum, Los Angeles
La buona sorte, in figura di giovane donna seducente e discinta, sopraggiunge e svuota la cornucopia sopra un branco di bestie: scettri, corone, alloro, medaglie, porpora, insegne cascano su bufalo, bue, lupo, caprone. Il manto regale cade sull’asino, il porco fiuta perle, il caprone calpesta libri e tavolozza.
Chi ha orecchie per intendere…
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