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A proposito di arte pubblica

arte città

 

Che cosa accade quando l’arte si presenta in uno spazio pubblico che non sia esclusivamente museale?  Cosa lascia nell’opinione pubblica, specie in quella meno preparata alle vicende dell’arte? L’intervento creativo su un monumento pubblico contribuisce, alla fine, ad ottenere un dibattito pubblico senza pregiudizi o schieramenti?  E infine, l’arte di piazza, può diventare stimolo allo spirito comunitario?

 

 

Il grande Gaetano Donizetti diventato capo-bagnino

Domande non oziose che ci si pone dopo il passaggio a Bergamo delle opere di Cattelan e l’installazione dei coriandoli tra le colonne del Cimitero. Operazioni non prive di contraddizioni segnalate, in modi diversi, dall’opinione pubblica. Era già successo ai tempi di Bergamo-Brescia capitale della cultura, quando il monumento a Donizetti si era trasformato in una piscina con il musicista come capo-bagnino.

 

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A proposito del “Contemporary Locus” al Cimitero Monumentale, (…ancora e per chiudere il tema!)

Nella presentazione gli organizzatori hanno scritto, tra le altre eccessive spieghe, che l’operazione aveva come scopo ultimo la costruzione di una comunità competente.  “…  il progetto vuole avviare un percorso di rigenerazione nell’inedito spazio del Monumentale”. Oltre alle strisce dorate mosse dal vento “…che scende dalle Prealpi Orobiche”, si annunciava anche “una linea luminosa, visibile di giorno e di notte, che evoca la scia delle stelle cadenti…”  Addirittura!

 

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Ma il dibattito che ne è seguito, fin troppo fitto da parte dei comunicatori compulsivi, ha parlato di profanazione, le anime dei morti si ribellano, non c’è più rispetto per luoghi sacri, si rompe uno spazio meditativo. Chi più ne ha, più ne metta.

Val la pena di sospendere ogni giudizio di tipo estetico, basato sostanzialmente su mi piace, non mi piace. Si tratta di scelte personali, tutte legittime.

Una citazione:

Il concetto di estetica non si limita a concernere il bello e il sublime, ma riguarda il modo in cui certe forme artistiche e percezioni sono legittimate e organizzate all’interno di una società. Riflettono i cambiamenti nelle strutture sociali e nei modi di vivere collettivi (RANCIERE: Il maestro ignorante. Mimesis ed. 2008)

Chiosando: l’arte e la cultura valorizzano un territorio quando non enfatizzano i contenuti rivolgendosi iperbolicamente agli addetti ai lavori, senza emettere ostracismi e commiserando chi esprime semplici osservazioni. Non sono tutti bastian contrari per partito preso.

Arte o non arte? Il dibattito sui contenuti e sul concetto di cultura artistica non è scattato in città. La comunità ha finito per dividersi come fanno le peggiori tifoserie, demonizzandosi a vicenda.

Personalmente ritengo che l’intervento al Cimitero avesse la caratteristica della non particolare originalità, era qualcosa di già visto, forse larvato di una certa banalità. Ma questo è ancora un giudizio estetico personale; non certo lo stimolo a discutere della creatività sociale nel cuore vivo (o morto) della nostra città.

Gli omini verdi appesi ai rami e i morti di mafia

 

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Anche gli omini verdi appesi ai rami morti di una pianta è opera contemporanea che dovrebbe far riflettere sui morti di mafia.

Il tema è così importante che non dovrebbe essere consumato con un’istallazione che arriva e se ne va, senza un dibattito serio.

Posta accanto all’ingresso secondario del Donizetti, in un angolo risicato, l’opera ci dice che il concetto è forte ma il contenitore è debole. Si può essere concettuali, ma senza scadere nell’ovvietà.

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