Siamo quotidianamente immersi in innumerevoli e interminabili dibattiti sulla politica di casa nostra, su quella internazionale, sulla guerra, sul commercio e via dicendo. Di tanto in tanto, in mezzo a tanto discutere, si sente la necessità di tornare alle radici. Discutiamo tanto di politica. Ma che cosa dovrebbe fare la politica? Bella domanda. Di fronte alla quale qualsiasi risposta è sempre una "riflessione a margine"
L'ideale alto della Costituzione
Il compito della Politica con la P maiuscola è quello di "immaginare il futuro", di "disegnare strade che non esistono, tenendo conto sia dei bisogni di oggi sia dei bisogni di domani", dando ai cittadini prospettive di vita e di sicurezza.
L'articolo 4 della nostra Costituzione recita:"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che lo rendano effettivo. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società". Quale partito o chi è oggi in Italia nelle condizioni di portare avanti questo compito?
Il reale faticoso del "normale" cittadino
Forse non tutti sanno che oggi più che trovare un lavoro è più difficile trovare una abitazione o i mezzi pubblici o privati per raggiungerlo o un salario adeguato per mantenerlo.
Sempre più numerose sono le famiglie che devono ricorrere al sostegno di organizzazioni sociali o associazioni caritative per far fronte al pagamento di bollette, spese condominiali e affitti non sostenibili con salari troppo bassi.
Il cittadino deluso e disamorato della politica
Così si è creato un individualismo diffuso, per cui ciascuno pensa a se stesso, ad accumulare beni e risorse, "perché non sappiamo che cosa possa succedere". Questa incertezza per il futuro genera ansie, chiusure, diffidenza e preoccupazione: la Politica ha perso ogni credibilità, sacrificata com'è all'affermazione personale di pochi.
La gente, amareggiata e delusa, si astiene dal voto, dando spazio ad una oligarchia e, in prospettiva, all'uomo solo al comando.
Mai come oggi, a ottanta anni dalla fine della guerra, la Democrazia è stata così in pericolo.
Le belle parole del PD. Alla fine solo parole e neanche tanto belle
Ho rivisitato lo statuto del Partito Democratico, nato nel 2007 sotto la guida di Walter Veltroni: in esso il PD viene definito forza riformista, europeista e democratica, che promuove principi di uguaglianza, di giustizia sociale, diritti civili e partecipazione; di trasparenza, legalità e responsabilità nella gestione delle risorse.
Belle parole, buone intenzioni, sotterrate sotto un cumulo di sterili polemiche verso il ministro o il parlamentare di turno, sempre inseguendo alleanze spurie che privano il partito di un'anima.
Non è proibito sognare
Non vedo ora altra soluzione che quella che un gruppo di volonterosi illuminati dia vita ad un "movimento anticipativo", basato su un manifesto politico, che proponga idee nuove, che rimettano al centro il Bene Comune.
Ecco alcune proposte concrete:
1. Ridurre drasticamente l'uso del contante a poche centinaia di euro per gruppo familiare
2. Recuperare risorse attraverso la tassazione del 5% dei sovra-profitti per qualunque attività economica
3. Tassare dell'1% tutti i capitali sopra i 2 milioni di euro
4. Aumentare non ridurre gli scaglioni di reddito
5. Dare attuazione agli articoli 39 (Regolamentazione dei sindacati per eliminare i circa mille contratti pirata) e 46 (Partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende) della Costituzione
6. Ripristinare il REI (Reddito di inclusione) per una lotta seria alla povertà
7. Reintrodurre la Scala Mobile per proteggere salari e stipendi dalla perdita di potere di acquisto causata dalla inflazione
8. Sostenere le giovani coppie per ridare slancio alla natalità
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Il nostro Paese si sta impoverendo in modo impressionante e non c'è più tempo da perdere.
Nota della redazione
Il nostro collaborare, ora in pensione, è stato fondatore e direttore di una florida azienda, tuttora viva e attiva nella nostra provincia.