Il ripetuto attacco di Tramp a Leone XIV colpevole, a quanto sembra, di continuare a fare il papa anche in mezzo alla tempesta, è stato oggetto di diverse interpretazioni su vari piani.
Alcuni hanno messo in evidenza l’aspetto psicologico soggettivo del Presidente americano, altri hanno voluto contestualizzare l’evento nel crescente isolamento politico a livello internazionale dell’attuale Amministrazione, altri hanno segnalato i complessi rapporti con il movimento MAGA con una base elettorale repubblicana sempre più disorientata.
Radici culturali lontane
Mi chiedo se sia possibile individuare la dura posizione del Presidente USA anche con riferimento ad un humus ideologico-culturale che ha segnato la storia del pensiero politico occidentale negli ultimi secoli.
Mi riferisco a quella visione che vede il rapporto tra Stato e Chiesa, o meglio e chiese e sudditi, che afferma la prevalenza del primo a scapito dei secondi, divenendo anzi lo Stato l’ultima ed estrema istanza.
Cuius regio, eius religio
La traumatica frattura seguita alla Riforma protestante e le lotte che ne sono seguite in campo politico hanno portato alla affermazione, nonostante la netta opposizione della Chiesa Cattolica, all’affermazione del principio Cuius regio, eius religio (in italiano “di chi è la regione, di lui sia la religione”), adottato dalla Pace di Augusta (1555) e definitivamente sancito dalla pace di Westfalia (1648) che pose termine alla sanguinosa Guerra dei Trent’anni.
In sostanza, sovvertendo la visione universalistica cristiano medievale, la formula del Cuius regio, eius religio pretesa dai Principi protestanti, unificava potere politico e religioso, imponendo l'uniformità confessionale all'interno di ogni singolo stato tedesco dell'epoca, obbligando i sudditi a conformarsi.
Il principio nasce da una profonda rielaborazione dei rapporti tra il “Principe” e tutto ciò che si trova all’interno del suo raggio d’azione nel quale l’Autorità civile diviene l’ultima istanza in ogni ambito, nessuno escluso, compresa quindi la religione e le questioni di fede, etiche e morali, specialmente laddove queste possono comportare riflessi in campo politico.
La base americana e il movimento MAGA
Quanto detto, può fornire una chiave di lettura per meglio comprendere la posizione della base americana, efficacemente descritta da Jessica Todaro nell’articolo del 15 aprile I cristiani MAGA abbandonano Trump?. Storicamente, infatti, risulta prevalente in ambito extra-cattolico il filone politico-culturale che ritiene le scelte politiche del “Principe” primarie in ogni ambito e quindi da non contestare.
Leone XIV si è evidentemente posto al di fuori di questo schema e la reazione non è tardata ad arrivare.
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