I fedeli contestano il vescovo

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Succede a Ferrara.
Ma non solo a Ferrara.
I motivi di queste “guerre ecclesiali”
sono molto più seri di quanto sembri

Tensioni e polemiche a Comacchio per il nuovo piano delle parrocchie voluto dalla Chiesa ferrarese e che ha portato il vescovo, Gian Carlo Perego, lunedì sera, a uscire dalla sala dell’asilo adiacente al duomo della cittadina, scortato dai carabinieri dopo una lunga riunione con i componenti del consiglio pastorale e del consiglio economico parrocchiali.

La contestazione ha avuto momenti di alta tensione con la contestazione dei parrocchiani: “Vergogna, vergogna”, per la decisione di accorpare la parrocchia di Santa Maria in Aula Regia a quella del duomo/Santo Rosario.

Le piccole parrocchie (quasi) cancellate

Questa la notizia. Ma non succede solo a Ferrara. Di scontri fra vescovi e preti, fra preti e fedeli è piena la storia della Chiesa. Ma sono eventi che fanno molto rumore sul posto, poco rumore altrove. 

Queste decisioni dei vescovi, di solito, sono dettate da un dato banale: i preti diminuiscono e diminuiscono vistosamente i fedeli. Non c’è più chi celebra la messa e non c’è più chi ci va. Molte parrocchie, spesso piccole, vengono unite, “accorpate”, alla parrocchia vicina, di solito più grossa e il prete di questa deve servire anche quella. 

Le decisioni piovono dall’alto

Cosa di una banale evidenza. Ma, questa banale evidenza si intreccia con elementi che banali non sono o lo sono molto di meno. Di solito il vescovo decide senza grandi consultazioni della base, anche perché sa benissimo che la base non è d’accordo. E quindi decide a prescindere. Questo è un difetto, spesso “necessario”, ma che rende debole la decisione. Una novità che sconvolge abitudini spesso secolari viene imposta e di conseguenza avvertita come ostile: la Chiesa che dovrebbe essere “comunità” non lo è proprio in quel momento così cruciale

Non solo. Quelle che pagano di più queste decisioni sono le parrocchie piccole. Le parrocchie grosse che sentono poco l’ombra del campanile devono accogliere le parrocchie piccole che, invece, lo sentono molto. Le parrocchie grosse si sentono gravate di un peso in più, le parrocchie piccole si sentono derubate della loro anima

I fedeli più agguerriti sono i più tradizionalisti

Ultimo aggravante. I fedeli più pugnaci in queste guerre ecclesiali sono i più tradizionalisti. La notizia di Ferrara lo suggerisce: “La Madonna deve continuare a benedire i nostri bambini”, hanno detto i fedeli al vescovo che aveva tentato di spiegarsi. Dunque, la parrocchia è legata a una devozione popolare, locale, che la segna in maniera significativa. Ora, la Chiesa più tradizionalista è quella che sta morendo e che, insieme, sta tentando in tutti i modi di non morire. Questo contrasto è il detonatore che fa esplodere queste guerre ecclesiali. Ne vedremo delle altre. O forse no. Ma in quel caso, probabilmente, non perché le piccole comunità hanno accettato di morire ma perché non se ne accorgono più. 

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