Grandi commenti nel mondo intero e dintorni alle sparate di Trump a papa Leone. Ieri si è aggiunto un commento del vicepresidente Vance, il quale ha detto che il Papa può interessarsi di morale ma non di guerra. Singolare idea della morale. Vance è cattolico.
Il mondo intero e dintorni, ieri, ha commentato gli attacchi di Trump a papa Leone. Trump è una portaerei che ha sparato le sue cannonate a una antica navicella che avanza a forza di remi e di braccia. La navicella ne è uscita benissimo. Papa Prevost non è mai stato così popolare come in questi giorni.
Il Papa parla di morale. La politica e la guerra la decide Trump
Una portaerei enorme non si muove mai da sola. Ieri la portaerei ha avuto la sua nave di appoggio: il vice Vance. "Ritengo certamente, ha detto Vance, che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane”. In parole semplici: Tu, caro Papa, parla pure di morale, la politica la fa Trump.
Se è consentito a noi poveri diavoli delle periferie del mondo e della politica, vorremmo farci una domandina piccola piccola: Ma cosa è la morale? Bel problema. Limitiamoci all’oggetto del contendere. Se Vance dice che il Papa può parlare di morale ma non di guerra, significa che, per Vance la guerra non è oggetto di morale.
Ma i Papi hanno sempre parlato di politica e di società
La cosa ci sorprende un poco. Dalla Rerum Novarum in poi (ma la cosa durava da sempre), la Chiesa, e in Papi in particolare, hanno parlato in tutti i modi di società, politica, guerra, pace, partiti, sindacati, relazioni internazionali e tanto altro. Papa Giovanni, poco prima di morire, aveva pubblicato la Pacem in terris e il Concilio da lui convocato aveva pubblicato come suo ultimo documento, la Gaudium et Spes dove il mondo moderno e i suoi problemi culturali, politici, sociali erano oggetto di una attenzione appassionata. E quei temi sono rimasti protagonisti da allora ad oggi.
Ora arriva Vance che mi dice che il Vaticano non deve interessarsi di questioni politiche. E’ evidente che Vance ha una idea sua di morale. Non è difficile immaginare quale. Il Papa può parlare di aborto, divorzio, di comandamenti e di liturgia e dintorni. Ma non di guerra e di pace. A quella ci pensa Trump.
Fede e politica, antico e faticoso equilibrio
Vance è cattolico. Convertito da poco. Ha già incominciato, come diversi cattolici, a insegnare al Papa come fare il papa. Come ha già fatto Trump (da notare che Rubio, ministro degli esteri, anche lui cattolico, ma dalla nascita, tace). E Vance insegna al Papa mica un cosa da poco, ma addirittura che cosa è e che cosa non è la morale.
A noi sembra che, in rapporto alla politica (e alla guerra e a tutto quello che fa la politica) i credenti si possono dividere in due grandi categorie. Alcuni mettono in discussione la loro politica in base alla loro fede. Altri mettono in discussione la loro fede in base alla loro politica. Per i primi la politica è un modo per vivere la fede, per i secondi la fede è un modo per vivere la politica. E’ uno schema ma utile da mettere sullo sfondo per parlare di fede, politica, morale e simili.
Non disponiamo di molti elementi. Ma, da quello che si è sentito e letto in questi giorni, è evidente che Vance appartiene al secondo gruppo.
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