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strada facendo

Papa Leone, l ‘enciclica e l’Intelligenza Artificiale

papa Leone. Enciclica Magnifica humanitas

 

 

Ieri il Papa ha presentato e pubblicato la sua prima enciclica “Magnifica humanitas”. Si interessa, in particolare, di Intelligenza Artificiale. In altri tempi forse ci si sarebbe chiesti a che titolo il Papa si interessa di argomenti che non hanno direttamente a che fare con il Vangelo. Oggi non lo si fa più forse perché si avverte che il problema è di fatto superato. Ma il problema è superato, mi pare, e gli osservatori laici non contestano più non tanto perché hanno capito che non si deve contestare, ma semplicemente perché se ne sono stancati.

Tuttavia, se il problema non esiste più per chi osserva dall’esterno, continua ad esistere per chi osserva dall’interno. Perché il credente, e soprattutto il Papa che dei credenti è il punto di riferimento autorevole, si deve interessare di Intelligenza Artificiale? E di altri temi che hanno a che fare con la società, la scienza, la politica? Vecchio problema come ognun vede. Ma problema comunque, che continua a far discutere soprattutto per definire i motivi di quell’interesse così a prima vista estemporaneo per i cristiani (papa Leone ne parla nella sua enciclica, nei numeri 18-27).

Quando mi si affaccia quella provocazione e quindi anche oggi, il giorno dopo della pubblicazione di una enciclica che si interessa di Intelligenza Artificiale, cito, e cito a me stesso soprattutto, il bellissimo passaggio iniziale della “Gaudium et Spes”, l’ultimo documento pubblicato dal Concilio Vaticano II. Ritengo che quel incipit sia il passaggio letterariamente più bello dei documenti ecclesiali del secolo scorso. E’ un parere che non vale gran che, visto che è un parere solo mio. Ma vi ci sono molto affezionato. Eccolo.

Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.

La vecchia, tenace passione dei credenti: la passione per gli uomini, ragion d'essere della “Magnifica humanitas”: solo questo. Ma è da lì che nasce tutto: l’interesse dei cristiani per quello che interessa gli uomini.

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