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5 giugno. Veglia di preghiera. Oltre antichi steccati

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Il prossimo 5 giugno si terrà una veglia di preghiera significativa. E’ organizzata dal Gruppo della Creta attivo a Bergamo dal 2001 e composto da persone LGBT credenti. L’intento del gruppo è sempre stato quello di collocare queste iniziative all’interno di un chiaro orizzonte ecclesiale e di fede.

 

 

Vavassori
Vavassori

Da alcuni anni nelle chiese di molte Diocesi italiane, e anche di paesi stranieri, si celebrano delle veglie di preghiera per il superamento dell’omo-lesbo-bi-transfobia, comunemente indicata con l’acronimo LGBT. La data simbolica di riferimento è il 17 maggio, giorno in cui, nel 1990, l’omosessualità è stata ufficialmente rimossa dall’elenco delle patologie mentali, venendo riconosciuta dalla comunità scientifica come una variante naturale dell’orientamento sessuale.

Tali veglie si svolgono tra i mesi di maggio e di giugno e sono andate gradualmente aumentando di numero, fino ad arrivare quest’anno, in Italia, a circa sessanta, spesso con la partecipazione diretta dei vescovi.

Per quanto riguarda la diocesi di Bergamo, l’organizzazione delle veglie è stata curata dal Gruppo della Creta, attivo a Bergamo dal 2001 e composto da persone LGBT credenti, accompagnate da un frate cappuccino: quella di quest’anno sarà il prossimo 5 giugno. L’intento del gruppo è sempre stato quello di collocare queste iniziative all’interno di un chiaro orizzonte ecclesiale e di fede.

219. Il Vescovo partecipa. Nasce la commissione diocesana

Il 2019 è stato un anno particolarmente significativo, poiché a quella veglia partecipò, in modo inatteso, il Vescovo. Da quell’esperienza nacque un’ulteriore iniziativa importante: su indicazione dello stesso Vescovo, venne costituita una commissione diocesana con il compito di riflettere su una possibile pastorale rivolta alle persone LGBT credenti. La commissione, oggi coordinata dal responsabile dell’Ufficio per la pastorale della famiglia, è attiva da circa sei anni e comprende una quindicina di persone tra presbiteri e laici, alcuni dei quali appartenenti al Gruppo della Creta.

Nei primi tempi, la commissione si è dedicata allo studio dei testi biblici tradizionalmente utilizzati dal Magistero della Chiesa per giustificare  i giudizi di condanna dell’omosessualità, nonché all’analisi dei documenti magisteriali, via via pubblicati, caratterizzati da un linguaggio molto duro. Con il pontificato di Papa Francesco sono cambiati in modo significativo il lessico e l’approccio alle questioni dell’affettività, aprendo nuove prospettive pastorali.

Iniziano le veglie di preghiera, pubbliche ed ecumeniche

Le veglie di preghiera, fino al 2024, sono state organizzate dal Gruppo della Creta in collaborazione con diverse comunità cristiane, cattoliche ed evangeliche. Nel corso degli anni si sono svolte in luoghi diversi: nella chiesa di San Fermo, nella chiesa valdese, nella parrocchia di San Tommaso, nella chiesa di Paderno di Seriate, nella chiesa dei Cappuccini in Borgo Palazzo. Nell’ultimo anno, la veglia è stata presieduta direttamente dal coordinatore della commissione diocesana, a testimonianza di un riconoscimento sempre più esplicito a livello ecclesiale.

Queste veglie si configurano come momenti di preghiera, della durata di circa un’ora, aperti a tutti, nei quali si alternano la proclamazione della Scrittura, la recita dei salmi, la preghiera comunitaria e alcune testimonianze, talvolta di persone LGBT credenti, talvolta di genitori. L’obiettivo principale è quello di permettere a persone che per anni si sono sentite escluse o marginalizzate a causa del proprio orientamento sessuale, di esprimere con chiarezza la loro appartenenza alla Chiesa, nella quale sono state battezzate e continuano a vivere la loro fede.

Un aspetto importante è la celebrazione di queste veglie in luoghi ecclesiali pubblici, come le chiese parrocchiali, superando l’impressione che si tratti di iniziative “nascoste” o marginali. Questo contribuisce a contrastare pregiudizi e chiusure ancora presenti nelle comunità cristiane e a ribadire che tutti i battezzati sono convocati da Cristo e chiamati a vivere la fraternità e la carità reciproca, al di là delle differenze personali.

E’ inoltre significativa la dimensione ecumenica di queste celebrazioni, spesso realizzate in collaborazione con la comunità valdese, che ha dimostrato nel tempo una particolare sensibilità su questi temi.

Il magistero. Papa Francesco

A fondamento di questo cammino, si possono richiamare alcune affermazioni significative del Magistero recente, in particolare Amoris Laetitia (n. 250), dove Papa Francesco invita ad assicurare un accompagnamento rispettoso nei confronti delle famiglie in cui sono presenti persone omosessuali, e la relazione finale del Sinodo sui giovani del 2018, che incoraggia la promozione di percorsi di accompagnamento nella fede per persone omosessuali, aiutandole a integrare la dimensione affettiva nella propria vocazione battesimale.

Mi pare perciò particolarmente bello e significativo che anche quest’anno la veglia possa essere celebrata in una chiesa parrocchiale della nostra città, a dimostrazione del fatto che ormai un’iniziativa di questo genere dovrebbe essere considerata e vissuta come un momento particolare in cui i cristiani di una comunità ecclesiale, senza distinzione, sono chiamati a riunirsi e a pregare perché, in nome della fede  nello stesso Signore Gesù, si superi nella Chiesa ogni forma di discriminazione e di esclusione.

Infine, non si può non ricordare anche il recente Documento di Sintesi del Sinodo della Chiesa italiana, dal titolo Lievito di pace e di speranza, che contiene indicazioni esplicite e significative in continuità con il cammino descritto. In particolare, nei paragrafi 30 e 31, il documento afferma che le Chiese locali, superando atteggiamenti discriminatori talvolta diffusi negli ambienti ecclesiali e nella società, sono chiamate a promuovere il riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender, così come dei loro genitori. Questi passaggi rappresentano un ulteriore fondamento ecclesiale e sinodale del percorso avviato anche nella diocesi di Bergamo.

Non mi resta perciò che esprimere l’augurio che la veglia del 5 giugno prossimo possa essere accolta e sostenuta come un gesto ecclesiale condiviso, inserito a pieno titolo nel cammino sinodale della diocesi.

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Sisana

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