Search on this blog

Strada facendo

I nuovi cristiani, adulti convertiti, e la Chiesa

 

I credenti tradizionali vivono la loro fede nella Chiesa e, nella Chiesa, approfondiscono il loro rapporto con Gesù di Nazaret. I nuovi cristiani fanno il contrario: incontrano per primo Gesù di Nazaret e, solo dopo, devono "fare i conti" con la Chiesa. E qui cominciano i problemi. Da una intervista al cardinal Aveline, presidente dei vescovi francesi (foto: veduta di Parigi da Notre-Dame)

 

Il cardinale Jean-Marc Aveline, vescovo di Marsiglia e presidente della conferenza episcopale francese, è stato intervistato dalla Croix nei giorni scorsi. Ha parlato, tra le altre cose, del fenomeno inatteso dei molti adulti che chiedono il battesimo. Si è parlato molto, attorno all’ultima pasqua, di questo evento. In Francia, nella notte del sabato santo, hanno ricevuto il battesimo circa 20.000 tra adolescenti e adulti. Il cardinal Aveline ha fatto notare che il problema più serio posto da questi convertiti è il dopo-battesimo. Sono mossi, infatti, da grande entusiasmo ma anche dal rischio di vederlo rapidamente svanire.

Il cardinal Aveline fa notare che questi convertiti hanno seguito un tragitto inverso rispetto a noi, nati e cresciuti cattolici. Noi abbiamo vissuto il nostro contatto con la Chiesa e, dentro la Chiesa, abbiamo incontrato il Cristo e approfondito il nostro rapporto con lui. I nuovi convertiti hanno seguito il tragitto inverso: hanno incontrato il Cristo e poi, dopo, incontrano la Chiesa. Con tutti i problemi che ne derivano: il Cristo che entusiasma e la Chiesa che delude, il Cristo molto su misura delle proprie attese, la Chiesa che è “quella che è”. Ma la Chiesa, anche quella che è, è quella che può assicurare il seguito degli entusiasmi della conversione.

Mentre rileggevo l’intervista del cardinal Aveline mi è tornata in mente la vicenda di un altro francese famoso, Paul Claudel, il grande poeta, che, da giovane spensierato e dilettante, si converte in maniera improvvisa nel Natale del 1886. Ma gli ci vogliono quattro anni prima di “fare i conti” con la Chiesa. E di esempi simili se ne potrebbero citare decine.

Leggi anche:
Carrara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *