Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli
Una vicenda attuale con quattro protagonisti
una chiesa sconsacrata, un giovane artista emergente, l’intelligenza artificiale e gli “affari”
La chiesa è San Paolo Converso

La chiesa viene edificata a metà cinquecento nel centro di Milano - tra Corso Italia e Piazza Sant’Eufemia - come parte della Congregazione delle Angeliche; è opera significativa tra manierismo e primo barocco lombardo con importanti dipinti dei Campi e del Cerano.
A seguito delle soppressioni napoleonica dal 1808 venne adibita a magazzino subendo poi travagliati cambiamenti di destinazione d’uso - sala per concerti, di registrazione per l’ottima acustica, studio di Architettura - anche, in provocazione artistica, campo da tennis. Resta tuttora proprietà della Curia milanese.
Un giovane artista emergente
Giuseppe Lo Schiavo (Vibo Valentia, 1986) è artista “visivo”; nella sua ricerca combina tecnologia, scienza e cultura popolare, utilizzando video, fotografia, installazioni, intelligenza artificiale, anche microrganismi. Ha vinto il prestigioso premio Cairo 2024 - riservato a giovani artisti - con l’opera “Self Neural Portrait” dove - utilizzando tecniche non tradizionali, solo con procedure informatizzate - rappresenta una finestra spalancata sul mare impetuoso: sul davanzale un vaso con fiori (evocazione domestica), una sfera di cristallo (rimando ad un incerto futuro) e un sapone con etichetta “antibatterico”.

Come sua “firma”, a lato dell’opera, riporta l’encefalogramma eseguito sull’artista medesimo mentre osservava la propria opera finita: le onde del mare, mondo esteriore, a contrappunto di quelle cerebrali, mondo interiore, tra ingovernabilità e aneliti di quiete nell’ ansia endemica tra le sfide del nuovo.
Gli “affari”: we make an impact that matters (abbiamo un impatto che conta)
Deloitte è una multinazionale britannica che così si presenta: “aiuta a costruire un futuro migliore… per raggiungere il successo… senza mai perdere di vista il benessere della comunità…””.
Offre consulenza e innovazione alle imprese gestendo nel mondo una rete di sevizi con 345.000 dipendenti, fatturando 65 miliardi di dollari (anno 2022). Solo a Milano mette in relazione 6.500 professionisti.
Una nuova “consacrazione”?
Deloitte ha inaugurato nei giorni scorsi nel centro di Milano il proprio ’hub” dedicato all’intelligenza artificiale rilevando anche gli “aurati” spazi della chiesa di San Paolo Converso trasformandoli nella “Galleria Deloitte” per: “…restituire alla città un laboratorio d’incontro tra arte, impresa e tecnologia…”.
Per l’inaugurazione dei nuovi spazi il giovane artista Giuseppe Lo Schiavo ha generato con l’intelligenza artificiale un’installazione: si intitola “Liturgica”

Intelligenza artificiale per “Liturgica”
Proprio all’ingresso della chiesa, al centro della navata, un grande schermo riporta in sequenza un percorso visivo che l’autore, come proposta spirituale, muove tra sogno, memoria, simboli e contemplazione.
Per realizzarlo Giuseppe Lo Schiavo ha assemblato un archivio informatizzato (data base) di immagini tratte dalla stessa chiesa - particolari di dipinti, figure, lesene, stucchi, capitelli, frammenti di decorazioni plastiche e di cornici - e compilato algoritmi (programmi) con sequenze di azioni per la gestione dell’archivio: una sorta di “copione” teatrale.
Ha affidato archivio e algoritmi al computer che ha elaborato e restituito immagini poi montate dall’artista in sequenze, come in un film o in una trama di teatro.
Risulta una sorta di messa in scena di elementi della chiesa stessa smontati, rielaborati e rivissuti in una prospettiva di nuova esperienza sensoriale tra sogno, memoria e contemplazione.

“Liturgica”
Si tratta di una laica cerimonia fluida che celebra il mistero di corpi che mutano, materia che si scompone, forme che emergono e si dissolvono nella ricerca di una ridefinizione.
Il racconto inizia dall’acqua, elemento vivo in trasformazione, svolgendosi in sequenze di “apparizioni”, flusso di immagini in metamorfosi fino a prendere forme che - con abbaglio di luce, cavalli imbizzarriti, cadute e risalite - evocano la “Conversione di Saulo”, antico titolo della chiesa.

Considerazioni a margine
Nella nuova “vocazione” dell’antica ex chiesa di San Paolo Converso possiamo intravedere molto futuro: nuova destinazione d’uso di luogo aurato - ma non più sacro - che diventa sede di rappresentanza di una multinazionale delle competenze; nuovo culto del progresso; nuova catechesi per il successo; fondi comuni d’investimento che diventano mecenati e nuova creatività, forse anche “dialoghi” con le macchine.
Di antico resta l’arte, sempre affascinante, quasi sempre strumentalizzata dal potere.