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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

29 giugno: “decollazione” di Giovanni Battista in un capolavoro del Caravaggio

caravaggio

 

Giovanni Battista ucciso dal potente di turno che obbedisce ai capricci di una donna. Silenzio, ombra, vuoto dominano la scena. Con il Caravaggio finisce il rinascimento e la sua esaltazione dell'uomo. Grandioso netafora della lotta contro le tenebre della storia e dell'anima

 

Dal Vangelo di Marco, capitolo 6. Si festeggia il compleanno di Erode e la figlia di Erodiade danza e incanta. Il re vuole premiarla; la ragazza vuole e ottiene la testa del Battista su un vassoio.

Michelangelo da Caravaggio di tutta la narrazione illustra solo i versetti 27 e 28:

Subito il re mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio…”

 

Caravaggio Decollazione di San Giovanni Battista
Caravaggio - Decollazione di San Giovanni Battista - olio su tela, cm 361x520 - La Valletta (Malta),1608

Roma 1672 - prima biografia del Caravaggio

Nelle “Vite de pittori, scultori e architetti moderni” (1672) Giovani Bellori presentando Caravaggio così descrive il dipinto

“…per la chiesa di San Giovanni gli fece dipingere la decollatione del Santo caduto a terra, mentre il carnefice, quasi non l’habbia colpito alla prima con la spada, prende il coltello dal fianco, afferrando ne’ capelli per distaccargli la testa dal busto. Riguarda intenta Herodiade et una vecchia inhorridisce allo spettacolo, mentre il guardiano della prigione in habito turco, addita l’atroce scempio. In quest’opera il Caravaggio usò ogni potere del suo pennello havendovi lavorato con tanta finezza, che lasciò in mezze tinte l’imprimitura della tela…” 

Una potente immagine introduce la modernità

Epilogo dell’antropocentrismo e della cultura classica

Il vuoto riempie la gran padre del quadro; neanche il colore ha coperto la preparazione della tela: protagonista sembra essere la prigione. Silenzio e ombra riempiono lo spazio dove la storia è ai margini; è la fine dell’utopia rinascimentale dove uomo e luce stavano al centro.

Il tempo sospeso della coscienza

L’attimo è folgorato, l’azione è sospesa come già fosse uno scatto fotografico, fermo immagine di una sequenza filmica. Un faro fuori scena concentra il fascio di luce sul fendente del boia nel gesto bloccato del colpo di grazia.

Tutto è immobile tranne un rivolo di sangue che, sgorgando dal collo non del tutto reciso del Battista, traccia la firma di Caravaggio; l’agonia del primo testimone di Cristo si trasforma in un autoritratto morale, metafora di latenti moti della psiche di chi dipinge. Il sangue del Martire diventa il sangue di chi Caravaggio uccise, e lo stesso suo sangue atteso per l’espiazione della colpa.

 

Caravaggio Decollazione di San Giovanni Battista particolare1
Caravaggio Decollazione di San Giovanni Battista - particolare

 

Immagine della psiche

I personaggi, la vicenda narrata, il tempo sospeso nell’immersione dell’attimo, il luogo -incerto e misterioso - muovono la coscienza - prima dell’artista, poi degli astanti - di fronte alla verità solenne di molteplici sentimenti.

La vecchia, il custode del carcere, i condannati oltre l’inferriata, guardano il dramma; il loro sguardo sul martirio di Giovanni - attonito come quello di Caravaggio che racconta - anticipa l’occhio contemporaneo di fronte allo svolgersi dei fatti della vita e della storia tra orrore, impotenza, rammarico, ribellione, pensiero: cioè l’ “occhio” della coscienza.

 

Caravaggio Decollazione di San Giovanni Battista particolare2
Caravaggio Decollazione di San Giovanni Battista - particolare

 

La “regia” di Caravaggio costruisce una delle prime immagini di empatia, di “sentire dentro”, con forte potere comunicativo oltre barriere linguistiche e culturali (saranno le immagini della modernità).

Luce della rivelazione, buio del dubbio

La scena caravaggesca è costruita sulla potenza evocativa della luce; il buio incombe ma non è la condizione fondamentale dell’essere.

La luce di Caravaggio dà forme alle ombre, rivela frammenti di vita, muove sguardi, giudizi, sentimenti; impone scelte: è soprattutto metafora della lotta - non solo umana - contro le tenebre della storia e dell’anima, quindi epico segno di speranza

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