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Verso Betlemme

Ci sono amori umanissimi, ci sono storie delicate fatte di piccoli gesti quotidiani, di sofferenze nascoste, di fedeltà, di tenerezza, di gratuità. Ce ne accorgiamo soprattutto a Natale. Ci accompagna un piccolo, mirabile libro della Bibbia, il libro di Ruth

 

 

Ci sono persone che vivono ai margini, che non fanno rumore, di cui nessuno s'accorge, donne e uomini, giovani e vecchi, nascosti allo sguardo dei più, ma vivi e presenti agli occhi di Colui che “innalza gli umili, disperde i superbi”. Gente umile, non eroi, che nella loro vita sanno fare l'unicum necessarium: amare.

Gente ai margini, i pastori del Natale

In questi giorni che precedono il Natale, penso ai pastori, di cui parla il vangelo di Luca, che passano le notti a vegliare il loro gregge e che sono i primi a ricevere l'annuncio della “grande gioia”.

I pastori erano quella categoria di poveri di Jahvè che i farisei disprezzavano perché non erano in grado di osservare tutte le prescrizioni della Legge, e neppure le conoscevano.

Al canto degli angeli non pongono obiezioni, non frappongono ragionamenti, ma in fretta, avvolti in una luce celestiale, “senza indugio - come riferisce il Vangelo - andarono a trovare Maria, Giuseppe e il Bambino che giaceva nella mangiatoia”.

Una donna straniera, Ruth

È in questa prospettiva che mi sono accostata al breve prezioso libretto della Bibbia, che si intitola Ruth, dal nome della protagonista.

Ruth è una donna, quindi, per la mentalità del tempo, non ha nessun peso. Inoltre è vedova, non ha a chi appoggiarsi, ed è povera, straniera e pagana: originaria di Moab, una terra considerata nemica. Perciò è “diversa”, e la diversità è sempre scomoda.

Ha una sola dote: sa amare, e ama in maniera intensa, generosa, concreta. Per questo amore riesce a staccarsi dal suo passato, dal suo popolo, la sua terra, la sua famiglia, a lasciare il certo per l'incerto, prendendo iniziative che vanno oltre il buon senso comune. Tutto questo la porta a una grande libertà interiore.

Ruth  è una donna che sa dare, anzi, sa darsi, ma anche sa ricevere, sa accogliere l'altro: sa accompagnare e sa essere accompagnata. Non tenta di scavalcare la soglia della propria condizione, ma, anzi, assumendola consapevolmente, ne rivela la ricchezza, fino a diventare un tassello fondamentale nella genealogia di Gesù, riportata nel Vangelo di Matteo.

Proprio lei: donna, povera, vedova, straniera, pagana.

Un luogo fuori mano, Betlemme

Questa storia, simile a mille altre, fatta di gioie e sofferenze, di nascite e di morti, di famiglie, di lavoro e di campi, di lotte per la sopravvivenza, e certo anche di smarrimenti, diventa storia sacra, la storia stessa di Dio.

Egli è presente nell'animo generoso della giovane di Moab come sostiene il “sì” di quella ragazza sconosciuta, pronunciato in un paese sperduto della Galilea.

Ruth: una piccola storia di una povera famiglia capitata per caso a Betlemme: tutto piccolo, insignificante, come ciò che capiterà secoli dopo, in una certa notte, proprio lì in una grotta  nel luogo del profano dove Dio ama abitare.

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