Ancora una letterina a Gesù Bambino. Un invito a nascere dove sembra impossibile nascere. Sono tanti gli angoli bui del mondo. Spesso ce li portiamo dentro
Buon Natale, Figlio di Dio
Buon Natale, Figlio di Dio. Benvenuto in un mondo che continua ad avere bisogno della tua luce. In questo tempo in cui celebriamo la tua nascita, ci fermiamo a contemplare il tuo arrivo fragile, umile. Non sei nato in un palazzo, tra onori e potere, ma in una stalla, tra il fieno e gli animali. Non sei stato accolto da re, ma da pastori, uomini semplici spesso dimenticati. Non era ciò che si immaginava il popolo che ti aspettava. Forse non era nemmeno ciò che si immaginavano i tuoi genitori, ma era esattamente lì che Dio li voleva.
Proprio lì, nella vulnerabilità della povertà, Dio ha rivelato il cuore del Suo Regno. Perché tu, Signore, non sei nato per i forti, ma per chi è fragile. Non sei venuto per confermare i potenti, ma per rialzare i poveri.
Vieni dove il mondo non guarda
E allora ti chiediamo: vieni ancora.Vieni dove il mondo non guarda. Vieni dove si piange, dove si ha fame, dove si combatte per vivere. Possano i nostri occhi guardare dove nessuno guarda, le nostre mani tendersi verso chi sta ai margini. Possano i nostri cuori induriti capire che il tuo Regno non è potere, ma amore che si fa piccolo e concreto, sempre fedele e operoso.
Nasci di nuovo, Gesù, làddove il dolore sembra non finire. Nasci a Gaza, dove ogni culla è ferita, ogni giorno è lotta per la sopravvivenza, dove la speranza è sepolta sotto le macerie. Nasci in Ucraina, tra le famiglie spezzate, tra i rifugi sotto la neve, tra le attese di una pace che sembra non arrivare mai. Nasci in Kurdistan, tra i popoli martoriati, tra le violenze dell'occupazione, tra la bellezza dell'umanità che resiste. Nasci in ogni luogo dove la guerra ha preso il posto della vita.
Nasci anche qui, nei nostri dolori nascosti, nei vuoti segreti che portiamo dentro.
Dio non sbaglia indirizzo
L'umiltà del Re dei re, deposto in una mangiatoia, ci ha voluto mostrare che il Regno è per tutti: pastori e sapienti, poveri e ricchi. Ci ha insegnato che possiamo confidare nella Sua storia, soprattutto quando non la capiamo, perché Dio scrive storie perfette, anche a partire da luoghi che a noi sembrano inadatti.
La nascita di Gesù ci dice che Dio non sbaglia indirizzo. Che possiamo affidarci, anche quando tutto sembra confuso. Che la luce può nascere nei nostri angoli più bui.
Buon Natale, Bambino. Maranatha.
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