La “letterina a Gesù bambino” è un genere letterario molto usato. Ma suggestivo comunque perché permette di dire a questo inatteso protagonista dei nostri racconti, non tanto qualcosa di lui, ma qualcosa di noi, nobilitato, per giunta, dalla grandezza del nostro piccolo Interlocutore. Oggi la letterina di Alberto Carrara è amara. Domani, Natale, un’alta letterina, più dolce, femminile, di Jessica Todaro
Ti suggeriamo Gaza
Caro Gesù Bambino, pare che tu voglia nascere anche quest’anno. Di solito ti si consiglia di nascere in qualche angolo del pianeta dove vive qualche bambino disgraziato. Si pensa che, così, ti si fa nascere oggi come sei nato ieri. Allora, per non farti fare viaggi troppo lunghi, mi pare che, oggi, potresti scegliere un posto non molto lontano da quello in cui sei nato allora: ci permettiamo di suggerirti Gaza.
Non molto originale come vedi. Ma ti consigliamo Gaza per un motivo molto semplice e molto evidente. Siccome ti si fa nascere sempre dove qualche bambino rischia fame, sete e infelicità, lì, di bambini così ne trovi a iosa.
Ma non nascere subito. Aspetta. Faranno un resort…
Ma vorremmo che il tuo Natale fosse un po’ nuovo, diverso. Insomma, quella storia lì della stalla, della mangiatoia - e poi ci mancava anche san Francesco con il suo bue e il suo asino - è un po’ stantia. Sempre quella da duemila anni. Ci va bene che tu nasca a Gaza, con quello che vi è capitato e che vi capita ancora. Serve che tu ti prenda a cuore tutto questo. Ma non è necessario che anche tu rischi di lasciarci la pelle, come tanti altri bambini e, per giusta, appena nato (era già successo allora, con Erode, ma insomma, è meglio fare tesoro dell’esperienza).
La nostra proposta è molto semplice e di molto buon senso. Aspetta a nascere, rimanda. Anche se nasci fra un paio d’anni, tu sei sempre il Bambino che scende dalle stelle. Nel frattempo, hanno pensato di rifare un po’ l’ambiente, lì, dove tu dovresti nascere. Guarda: stanno preparando, proprio a Gaza, un bel resort, pieno di tutte le comodità e tutte le sicurezze. E puoi ben immaginare come i bambini lì saranno curati e coccolati, in ambienti giusti, con tutto il personale e tutte le cure necessarie.
E poi non pensare a chiodi e croce. Sei il Re dei re
Dunque, almeno una volta, cerca di goderti un Natale degno di te: sei il Re dei re, mica il re degli straccioni. E poi, per favore, non cominciare a pensare alla croce e al Calvario e alle percosse e ai chiodi… Tutte cose che non si addicono a uno come te e che rischiano di togliere il prestigio che un Bambino sceso dalle stelle si merita.
Vorremmo augurare anche a te un buon Natale, che sia davvero un Natale buono, quello che ti stanno preparando. Abbi solo un po’ di pazienza. E vedrai che bello.