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Strada facendo

Il mondo ostile, come un diluvio. Mancano colombe che portino nell’arca foglie di ulivo

Noah's Ark: Big Wooden Boat in Heavy Rainstorm

 

L'antico mito del diluvio racconta di un mondo ostile e di un piccolo spazio, l'arca, nella quale ci si rifugia. Ma per tornare a vivere bisogna uscire nel mondo. Nel diluvio moderno ci mancano colombe che ci annunciano la fine della catastrofe

 

Il libro della Genesi racconta che, per verificare se il diluvio è finito, Noè manda fuori dell’arca un corvo. Ma il corvo rientra nell’arca perché non ha trovato dove posarsi. Lo stesso, una prima volta, con una colomba. Dopo sette giorni, però Noè spedisce di nuovo fuori dell’arca la colomba. La colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui” (Genesi 8, 11-12).

Dobbiamo immaginare Noè, la sua famiglia e gli animali, quando sono chiusi nell’arca. Non hanno un mondo a disposizione: possono soltanto usare l’arca e le loro attività, dobbiamo immaginarlo, sono ridotte a organizzare la sopravvivenza. Per poter non solo  sopravvivere, ma tornare a vivere devono uscire dall’arca. Il segnale che è possibile uscire è una foglia di ulivo, il simbolo antico della pace. La guerra degli elementi è finita e può essere ricostruita l'armonia dell’uomo con il mondo.

Ho la sensazione che, per tanti versi, per tanti di noi, il mondo in cui ci tocca vivere, ha qualcosa del diluvio e dell’arca di Noè. Ci sono guerre, che arrivano anche là dove non ci sono, con le loro notizie e con le immagini violente che le raccontano (d’altronde lo stesso diluvio della bibbia rimanda  certamente a un mondo senza pace, da cui si è obbligati a fuggire). In questa situazione lo stato d’animo di molti di noi è lo stato d’animo dell’arca. Ci si chiude e si usa il nostro piccolo mondo per difenderci dal mondo, dove il diluvio imperversa.

Oggi, oggi soprattutto, mancano colombe che tornino nell’arca con la foglia di ulivo. E, anche per questo, i quaranta giorni del diluvio sembrano non finire mai.

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