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Strada facendo

Pirlo, il topolino, e Ignazio La Russa

Pirlo

 

Ma allora, Pirlo sarà CT della Nazionale o no? Ci mancava anche questo. E c’era da aspettarselo. La faccenda ha virato pericolosamente sul politico. Ignazio La Russa, presidente del Senato e quindi seconda carica dello Stato, ha preso posizione. Si è chiesto se, dopo il tentativo abortito di Maldini-Leonardo di ingaggiare Guardiola e il conseguente ripiegamento su Pirlo, ci sia un nuovo caso della montagna che partorisce il topolino. Il povero Pirlo ridotto a topolino di ripiego.

Il fatto è, a modo suo, divertente. Si dice sempre che i 60 milioni di italiani sono tutti allenatori di calcio. Se poi l’allenatore da scegliere è quello della Nazionale, alla passione per il calcio si aggiunge anche una qualche dose di passione patriottica. Ci si sente obbligati a scegliere il CT perché si è italiani e ci si sente più italiani perché si sceglie il nuovo CT.

Allora l’iniziativa di La Russa come la si deve interpretare? Un eccesso di patriottismo o un eccesso di passione calcistica? Tutti e due, ovviamente. Ma quando un politico, e un politico di quell’importanza, si mette a disquisire di calcio, fa nascere il sospetto che lo faccia da politico. E cioè fa nascere il sospetto che non tutto sia così chiaro e così semplice, che ci sia qualche seconda intenzione come avviene quasi sempre in politica. E in effetti si viene a sapere che La Russa è un acceso tifoso interista (per la verità La Russa non è acceso solo quando parla di calcio ma lo è sempre). Ora, il DNA di Pirlo non è immacolato agli occhi di un tifoso interista. E’ vero che Pirlo ha fatto qualche partita, da ragazzino, nell’Inter. Ma poi è fiorito, come grande campione, altrove: nel Milan, prima e nella Juve, poi. Nel Milan e nella Juve ha vinto di tutto. Nell’Inter non ha vinto niente.

Dunque, conclusione politica sul politico-sportivo La Russa. E’ lecito pensare che più che la passione per la Nazionale abbia influenzato La Russa la sua passione interista. Un interista non può tollerare che un milanista-juventino diventi CT della Nazionale. E allora ecco il povero Pirlo declassato a topolino partorito dalla montagna. Già il declassamento mette mestizia. E poi si deve aggiungere che non si sa neppure, vista la levata di scudi, se davvero la montagna avrà, alla fine, il coraggio di partorire il topolino.

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