Si ha la netta sensazione che papa Leone abbia, in qualche modo, catalizzato molte attenzioni e molte simpatie dell’opinione pubblica, in Italia e dintorni. Le sue prese di posizione nei riguardi del bullo di Oltre Oceano, ovviamente, hanno contribuito. Poi è arrivata l’enciclica che ha rilanciato. Qualche osservatore si è sbilanciato in un’affermazione impegnativa: oggi papa Leone è un leader planetario. E, anche se siamo un po’ tifosi, guardandoci in giro, si è tentati di dire che i concorrenti in campo non sono gran che, per cui chi si spinge in queste previsioni potrebbe avere ragione.
A questo proposito avevo letto, alcuni giorni fa, prima della pubblicazione dell’enciclica, un’affermazione di Limes, la rivista di Lucio Caracciolo, numero 4. Nell’editoriale si affermava: “Pensavamo di avere un papa americano. Abbiamo un americano papa. Appena eletto Leone prometteva di ‘farsi piccolo’, di ‘sparire perché rimanga il Cristo’. Dopo un anno il suo nome è già nella storia. Non fosse per l’antico predecessore, potremmo venerarlo Magno. Ancora ieri, nei corridoi curiali soffusi di spirito romanesco passava per papa Lentone, affettuosa allusione alla sua refrattarietà a decidere, fossero nomine, posizionamenti dottrinali o peggio iniziative. Molti suoi detrattori ammettono ormai l’equivoco. L’esitare fu prender slancio per stabilire la linea di un pontificato che si pensa lungo. Dal quale la Chiesa uscirà assai diversa. Forse ricuperando parte dei due secoli di ritardo rispetto al mondo diagnosticati nel 2012 dal cardinal Martini” (pag. 22).
Mica male per una rivista laica come Limes. Guardando le cose da questa sponda, quella dei credenti, tra le tante novità di questo Papa, forse, si può notare una caratteristica diversa rispetto a papa Francesco. Questi godeva di popolarità più al di fuori della Chiesa che al di dentro. I laici spesso lo adoravano, gli ecclesiastici e i credenti, spesso, lo adoravano un po’ meno. Con tutte le precisazioni del caso. Le prese di distanza da papa Francesco, in effetti, erano più ecclesiastiche che ecclesiali. Molti preti avevano da ridire sulle aperture di papa Francesco. I laici, mediamente, un po’ meno, soprattutto quelli che fanno parte di quel popolo di Dio che non ha la pretesa di rifondare la Chiesa.
Papa Leone, invece, sembra finora fare unità tra il dentro e il fuori della Chiesa. Le simpatie che raccoglie sembrano equamente divise. E le divisioni non passano all’interno della Chiesa, ma tra il capo della Chiesa e i grandi politici, fra le linee della Chiesa e le grandi politiche, fra la guerra e la pace, fra oppressi e oppressori.
Poi si tratterà di vedere quanto durerà la luna di miele. Forse arriveranno tempi nei quali il papa, per fare il papa, dovrà dire cose non necessariamente simpatiche al “grande pubblico”. Ma forse gli apprezzamenti di oggi potranno preparare il rispetto di domani.
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