La proposta cristiana del “per sempre” sfida la cultura delle relazioni provvisorie, restituendo all’amore il senso di una scelta libera, stabile e definitiva.
Innamoramento e scelta
Non abbiamo mai smesso di innamorarci, ma sempre più spesso manchiamo di sceglierci. Le canzoni, i film, perfino i profili sulle dating app raccontano continuamente il nostro desiderio di amare ed essere amati. Eppure, quando dall’innamoramento si passa alla promessa, qualcosa cambia. L’idea di legarsi definitivamente a un’altra persona sembra entrare in collisione con una cultura che ci ha abituati a tenere sempre aperte tutte le possibilità - salvo poi non stringerne mai veramente in mano nessuna.
È su questo punto dolente che arriva la proposta di YOUCAT Love Forever, il nuovo volume dedicato ai giovani, alle relazioni e al matrimonio, presentato il 6 ottobre 2026 a Roma e introdotto da una prefazione di Leone XIV.
Il Papa parte dalla distinzione radicale tra l'innamoramento come emozione e l'amore come scelta. “Non è solo un’emozione passeggera”, scrive Leone XIV, ma una decisione attiva, un cammino mutevole, un’alleanza quotidiana.
L’amore “per sempre” nell’epoca dei clic
Parole, a oggi, sorprendentemente controcorrente. Viviamo infatti nell’epoca della massima disponibilità teorica di relazioni; possiamo conoscere persone che abitano dall’altra parte della città o del mondo con un clic, iniziare una conversazione in pochi secondi e interromperla con altrettanta facilità. Le app non hanno inventato la fragilità affettiva, naturalmente, ma rappresentano bene una mentalità nella quale anche l’amore rischia di assumere la logica del catalogo: scegliere, confrontare, provare, scartare, ricominciare. Quando le possibilità sembrano infinite, ecco ogni scelta definitiva può apparire come una rinuncia ad altro.
Il matrimonio propone esattamente il contrario: non considera la scelta di una persona come la perdita di tutte le alternative, ma come la possibilità di costruire qualcosa che proprio l'unicità rende più significativo.
Dirsi per sempre, infatti, non significa essere sempre felici, sempre tranquilli, sempre immuni dalle crisi. Significa decidere che l’amore non sarà misurato soltanto sulla temperatura emotiva del momento, ma che proprio nelle avversità ci si amerà ancora di più e ci si sceglierà nuovamente.
Ci saranno giorni nei quali amare sarà spontaneità, desiderio, entusiasmo, e ce ne saranno altri nei quali sarà pazienza, responsabilità, perdono, perfino fatica.
È proprio qui che la decisione acquista il suo significato prezioso.
Nel tempo dei clic, la libertà di mantenere una scelta
Nel frattempo, ci sposiamo meno e più tardi. In Italia nel 2024 sono stati celebrati poco più di 173 mila matrimoni, quasi il 6 per cento in meno rispetto all’anno precedente; nel 2025 il numero è sceso ancora. L’età del primo matrimonio si è progressivamente spostata in avanti. Dietro questi numeri ci sono naturalmente ragioni economiche, abitative e sociali realissime, ma la crescente difficoltà a immaginare una scelta come definitiva è inevitabilmente un fattore centrale.
La proposta del matrimonio, oggi, è rivoluzionaria non nel senso di poco consueta o rara, ma nel senso di sovvertimento dell'ideologia predominante.
Non dice ai giovani che devono accontentarsi, non chiede loro di rimanere in rapporti violenti o distruttivi e non sostiene che qualsiasi coppia debba sposarsi. Dice qualcosa di molto più impegnativo: che, quando due persone si riconoscono chiamate a donarsi l’una all’altra, la libertà può esprimersi non soltanto nel poter cambiare scelta, ma anche nel poterla mantenere. Promettere non è rinunciare alla libertà, ma darle una direzione.
In un tempo che ci invita continuamente a proteggerci dalla possibilità di soffrire, il matrimonio invita a rischiare, dicendo sì senza tenere pronta, dietro la schiena, una porta d’uscita per ogni difficoltà futura.
Non è una proposta facile e probabilmente non lo è mai stata; tuttavia, mentre quasi tutto intorno a noi diventa aggiornabile, sostituibile e provvisorio, poter guardare un’altra persona e dirle io rimango potrebbe essere una delle forme più radicali e belle di amore che ci siano rimaste.
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