Il vertice tra Trump e Putin si è svolto ad Anchorage, Alaska (foto). La prima impressione è che ci abbia guadagnato più Putin che Trump, più la forza che la pace. Chi ha il potere fatica a trovare la pace. Papa Leone parla molto di pace. Ma non ha il potere
Papa Leone ha fatto, anche nei giorni scorsi, appelli per la pace e ha continuato a condannare la guerra. Ha parlato anche dell’Ucraina, oltre che di Gaza.
"Quante divisioni ha il Papa?"
Si ha però l’impressione che gli appelli cadano nel vuoto. Appare sempre più evidente e scoraggiante la debolezza del Papa. In fondo aveva ragione Stalin, illustre predecessore di Putin, quando, a Yalta, pare abbia chiesto, con il cinismo dell’uomo di potere e di quell’uomo che era Stalin: Quante divisioni ha il Papa? Non ne ha nessuna, infatti. Ha solo qualche decina di guardie svizzere, 135 circa, pare.
Trump, Putin, Netaniahu. Le loro devozioni e la loro politica
La forza del Papa non dipende soltanto da lui che parla: il cosa dice, il come e il dove lo dice, ma dipende da chi lo ascolta, se lo ascolta, come lo ascolta. Ora, Trump, Puntin, Netaniahu non danno l’impressione di leader sensibili ai temi morali, alla pace e all’etica della pace, ai temi religiosi. A questo proposito, Putin bacia le icone e accende le candeline, Trump prega e giura sulla bibbia, Netaniahu cita la sacra scrittura e diventa pensoso quando altri la citano… Gente di chiesa, insomma.
Il Papa, profeta disarmato
Solo che, quando si sentono quei tre nomi, non si pensa alle loro devozioni, ma ai lori cannoni, ai loro aerei e ai loro droni. Insomma, l’opinione pubblica, noi, in una parola, li vediamo più come gente di guerra che come gente di chiesa. Gente che pesa molto per le sue divisioni, per usare il termine di Stalin, e poco per le sue preghiere. Il Papa, invece, conta solo per le sue parole e le sue preghiere – perché ne fa tante – non per le sue divisioni – perché non ne ha nessuna.
Ai potenti, se è consentito usare un termine tecnico, non gliene frega nulla del Papa. Non lo dicono, perché non sta bene. Ma è così. Un esempio. L’esercito israeliano ha sparato alla chiesa della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza. Hanno assicurato che avrebbero fatto un’inchiesta. Si sa qualcosa di quell’inchiesta? Nulla. Appunto.
Ma allora il Papa deve tacere? Certo che no. Ma sapendo che è un profeta disarmato. Poco profeta perché pochi condividono i valori che ispirano le sue parole. E molto disarmato perché dispone soltanto di 135 guardie svizzere e di altrettante alabarde.
Nel mondo della forza conta poco la debolezza. “I profeti disarmati rovinorno” pare abbia detto Machiavelli.