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Strada facendo

Grandi litigi e grandi amicizie. Conte-Grillo. Malagò-Mancini

Conte Grillo Malagò Mancini

 

Conte e Grillo litigano fragorosamente sul Movimento 5 Stelle. Malagò sceglie come CT della Nazionale l’amico Mancini. I legami privati diventano pubbliche relazioni.

 

 

Vanno in onda illustri litigi e altrettanto illustri amicizie. Del genere litigi. Grillo si è svegliato. Lui e Conte stavano già litigando. Ma in silenzio, sulla faccenda della proprietà del logo 5 Stelle. Adesso invece la lite è esplosa fragorosamente. Il Movimento “era nato per cambiare la politica, ma la politica ha cambiato il Movimento… Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”, lamenta il fondatore, chiamato sempre “Beppe” dagli amici, compresi quelli del passato, nel frattempo diventati nemici. Si tratta della denuncia di un clamoroso tradimento, dunque, di una imperdonabile eresia. Questo sul versante “litigi”.

Ma c’è, sempre in questi giorni, il versante “amicizie”. Il nuovo CT della nazionale Robertot Mancini è stato scelto dal Presidente FIGC, Giovanni Malagò. I giornali raccontano che i due sono degli habitué del circolo “Aniene”, giocano insieme: sono amici, dunque. Tanto che diverse fonti giornalistiche hanno parlato di una nazionale “romana”, anche perché a Mancini è stato affiancato Claudio Ranieri, dirigente della Roma, fino all’anno scorso, quando ha litigato con Gasperini e si è ritirato a vita privata.

Queste le notizie. Grandi eventi privati diventano grandi eventi pubblici. Le antipatie e le amicizie personali che diventano rotture o legami pubblici politici o sportivi.

Si sente rivendicare sempre, nella moderna società, il diritto alla privacy, il carattere inviolabile del privato che deve restare tale e quindi prendere vigorosamente le distanze dal pubblico. Ma, nella realtà non è sempre così. Anzi quella rivendicazione spesso si rovescia nel suo contrario: molta gente trae vantaggi pubblici mettendo in piazza il proprio privato o guadagnando in privato – soldi e non solo - da quello che avviene in pubblico. Quindi la teoria resta la separazione fra la casa e la piazza, ma la pratica è la loro confusione. Conte non avrebbe problemi politici se Grillo non fosse stato suo (ex)amico. E Mancini non sarebbe l’allenatore della Nazionale senza il suo amico Malagò.

Ci si può consolare facendo notare che la cosa non è un tratto solo italiano. Sempre giornali e siti hanno informato, e sempre in questi giorni, della iniziativa dell’ineffabile Infantino presidente FIFA, grande amico di Trump. Il progetto di Infantino prevede di cedere una parte del valore del Mondiale, 4,2 miliardi di dollari (circa il 20 per cento del valore), a investitori privati tra i quali ci sarebbe anche la famiglia Kushner del genero di Trump.

Dunque: anche qui, soprattutto qui, grande confusione tra privato e pubblico. Si fanno grandi affari e si stravolgono strutture pubbliche sulla base delle amicizie personali. Qui, semmai, è ancora più complesso. Infantino non premia solo l’amico (Trump), ma anche gli amici dell’amico (i Kusher).

Così va il mondo. Se vi pare. Ma stiamo tranquilli che va così anche se non ci pare.

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