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Strada facendo

Bambini, guerra, fame… I molti, troppi spot solidali

solidarietà

 

Dominano ovunque messaggi pubblicitari che chiedono donazioni, per le più svariate esigenze. Ma i troppi messaggi finiscono per perdere efficacia e lo "spettatore" smarrisce il senso delle urgenze più drammatiche

 

Emergency chiede “Cura, diritti, uguaglianza” per cure mediche in zone di guerra; Save the children proclama che “ogni bambino è importante” per salvare bambini dalla fame e dalla guerra; Telethon afferma “Io sostengo la ricerca con tutto il cuore”: per vincere le malattie genetiche rare; AIRC dice “contro il cancro io ci sono” per la lotta contro il cancro… E tante altre fondazioni e tanti altri slogan.

Poi succede che Diego, un cane pitbull, muore senza cibo e acqua, dimenticato dai suoi proprietari. Michela Vittoria Brambilla denuncia. Per non parlare delle api.

Nelle pubblicità, televisive e non solo, trionfa una fortissima attenzione ai bisogni e alle fragilità. Sono moltissimi e queste e quelli e danno la sensazione di una presenza che si deve interessare di tutti i bisogni possibili e immaginabili. Trionfa, se così si può dire, il dettaglio. Intendiamoci: spesso drammatico e urgente, ma comunque sempre un dettaglio in mezzo a tantissimi altri.

Solo che, in una situazione siffatta, si è costretti a sentire poco interesse per molto, non si ha la possibilità di sentire molto interesse per poco. Si perde, in altre parole, il senso delle priorità. La priorità, di fatto, non sono quelle che ci sono ma quelle che si vedono. Alla fine, in perfetta sintonia con le molte pubblicità, ci disperdiamo nel molto che vediamo e nel poco che facciamo.

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