L'articolo di Bruno Felice Duina apparso sul nostro blog è stato letto da un suo familiare che si trova in Zambia, impegnato in un progetto di volontariato internazionale. La reazione è stimolante, sia per la cosa, sia per il dove: lo Zambia, appunto, mondo molto lontano e molto diverso dal nostro
Articolo molto interessante! Interessante anche leggerlo da qui, a Ndola in Zambia, dove la questione non si pone e la proliferazione dei figli non ha incontrato l'inverno demografico europeo, e dove il senso di comunità è ancora saldo.
I likes numerosi e le idee
L'articolo accenna a un tema interessante, quello dell'isolamento che abbiamo in Occidente, ma credo che valga la pena soffermarsi anche su come la società odierna tenda a "facilitare" ogni cosa, e trovare una scorciatoia per tutto. Per essere famosi non serve più riempire le aule o i palazzetti ma basta avere tanti followers, anche nel mondo del giornalismo o dell'editoria non si valuta più la qualità del prodotto ma il numero di "likes".
Anche in questo caso, dunque, la "genitorialità canina" si addice a chi non vuole sostenere la responsabilità che richiede l'essere un genitore. Un genitore deve in primis trasmettere dei valori ed essere responsabile dell'educazione dei propri figli, che quando viene meno non può essere giustificata con la "razza" come si fa invece con i propri cani più aggressivi (anche in questo caso però è una facilitazione: dare la colpa alla razza del cane piuttosto che all'educazione che si ha impartito).
Le guerre crudeli e gli animali
Ma tutto ciò può generare anche un circolo vizioso che in parte è già in atto. L'amore verso gli animali talvolta nasce in contrasto a un rifiuto verso un'umanità sempre più priva di valori e allo sbaraglio. Dove aumentano criminalità, guerre, atrocità dell'uomo ci si consola con gli animali, buoni, affettuosi, fedeli.
Ma questo non fa altro che produrre un ulteriore allontanamento dall'uomo e una maggiore sintonia con l'animale che non l'uomo. E questo è pericoloso. Da anni ormai alcuni senza fissa dimora si accompagnano con animali perché hanno capito che le folle riescono a suscitare maggiore empatia con il cane che con l'uomo (e questo è assurdo!) fino all'estremo: ho visto una signora una volta indossare una maglietta "kill humans, not animals"!