Filastrocca in forma poetica di Sem Galimberti (che prende lo spunto da un articolo di Gutenberg - inserto settimanale del quotidiano Avvenire – dal titolo “IPERBOLE URLO CHE FALSA” di Raffaele Simone, 22 maggio 2026)

Iperboli e stravolgimenti di linguaggio. Come si deforma il linguaggio per scopi politici e per volontà di confondere le idee. Per fare presa sul pubblico, per introdurre un messaggio rassicurante, per nascondere le vere problematiche. Per blandire i perbenisti.
Testo in forma di ballata
I muri dei recinti li chiamano
barriere di contenimento
I reticolati li chiamano
cancellate di sicurezza
Le percosse le chiamano
concrete dissuasioni
Le botte le chiamano
risposte d’emergenza

I lager li chiamano
centri di accoglienza
Le armi le chiamano
strumenti di pace
Gli affondamenti li chiamano
soccorsi in mare
I giovani sui barconi
li chiamano merci
Il Mediterraneo lo chiamano
Mare Nostrum
Gli emigranti li chiamano
Invasori clandestini

Le ONG le chiamano
richiami a migrare
I pacifisti li chiamano
buonisti
I fascisti li chiamano
nuova destra
I picchiatori li chiamano
ordine nuovo
