Dall'avvento della cinematografia, sono tantissimi i prodotti che, in vari formati, hanno voluto rappresentare pezzi della Bibbia e della tradizione cristiana, in maniera più o meno fedele. Una delle produzioni più recenti è The Chosen, arrivata in poco tempo a essere un vero e proprio successo mondiale
Questa serie TV ha segnato una svolta nella rappresentazione cinematografica della vita di Gesù per il modo estremamente intimo, realistico e profondamente umano con cui racconta diversi episodi del Vangelo.
Inizialmente finanziata attraverso un crowdfunding, si tratta di una produzione indipendente e interconfessionale, che ha visto la collaborazione di esperti cattolici, evangelici ed ebrei per garantire un approccio biblicamente accurato - sebbene la trama non segua pedissequamente il Vangelo, ma si prenda molte libertà narrative. Non è una cronaca lineare, ma una narrazione costruita a partire dalle storie dei farisei, di Maria Maddalena, di Nicodemo, di Matteo, di Pietro e di altri personaggi che, nella Bibbia, a volte compaiono solo per pochi versetti, ma che nel corso degli avvincentissimi episodi ricevono un’anima, un passato, delle domande e un ruolo unico.
Un successo globale
The Chosen è stato doppiato in decine di lingue, ha raggiunto ascolti da record in tutto il mondo ed è stato distribuito gratuitamente tramite un'apposita applicazione, oltre che, di recente, anche sul colosso di streaming Netflix.
Il successo di The Chosen non si spiega solo con la qualità tecnica (ottima fotografia, scenografie realistiche, recitazione intensissima), ma soprattutto con la forza emotiva della narrazione. Le storie evangeliche prendono vita con naturalezza, coinvolgendo profondamente lo spettatore.
Le scene più popolari
Tra le scene più amate dai fan, spicca quella della chiamata di Matteo, pubblicano ebreo disprezzato dai suoi concittadini, che segue Gesù con sguardo colmo di stupore tra le lamentele degli apostoli, zittiti da Gesù stesso con un sardonico (e iconico) "get used to different, abituati al diverso!" rivolto a un esterrefatto Pietro.
Come non citare il commuovente incontro con Maria di Magdala? Posseduta dai demoni, in un momento drammaticamente disperato della sua vita, Gesù la chiama per nome e la libera con parole semplici e piene di autorità e amore: “Tu sei mia”, citando Isaia 43:1 (come, nella background story di Maria, soleva fare suo padre quand'era bambina).
Delicatissimo, e talvolta anche divertente, il rapporto di Gesù con la madre Maria, con i due coinvolti non solo in scene biblicamente accurate, ma anche in momenti teneri e mondani come Maria che lava i capelli al figlio, adulto, e scherza con lui sul fatto di essere ben consapevole della sua umanità, in quanto sua madre che gli cambiava le fasce.
Perché piace così tanto?
Il segreto del successo di The Chosen risiede nella sua capacità di rendere umano il divino senza profanarlo. Il Gesù interpretato dall'attore Jonathan Roumie è serio e autorevole, ma anche gioioso, affettuoso e vulnerabile. È un uomo trentenne che piange, ride, balla a un matrimonio, si commuove per un bambino, si stanca dopo un lungo cammino, riflette, tace, scherza con gli amici.
Non un’icona astratta e solenne, ma un Dio fatto carne, realmente incarnato nella storia, nel popolo, in un’umanità concreta e imperfetta.
Inoltre, la serie tratta con grande intelligenza le tensioni religiose e politiche dell’epoca, il peso della Legge di Mosè, il desiderio di liberazione, il ruolo dei farisei e dei romani, le difficoltà quotidiane di chi cercava Dio tra povertà e occupazione straniera. È una fede vivissima raccontata da dentro la realtà scomoda, non fuori dal mondo.
Oltre a essere una serie TV piacevole e interessante, a prescindere che si creda o meno, The Chosen è un progetto che invita a riscoprire l’umanità di Cristo e il senso radicale della sua missione. E proprio perché nasce fuori dai circuiti tradizionali, riesce a parlare in modo fresco e inconvenzionale - come, forse, serve fare di questi tempi.