“Solo quando i bambini dormono si sta zitti, non quando muoiono.”
(Intervento di Pierangelo Buttafuoco - presidente della Biennale di Venezia - su Avvenire dell’11 settembre ’26)
Il Nobel ai bambini di Gaza
La proposta di assegnare il Premio Nobel ai bambini di Gaza - ideata dal filosofo Eugenio Mazzarella e sostenuta da Avvenire - ha raggiunto le 22.000 adesione sottoscritte sul sito “petizione. gaza@avvenire” da chi ha condiviso l’istanza di rompere il silenzio sul destino dell’infanzia a Gaza.

Reazioni
L’iniziativa ha raccolto molte perplessità, critiche e interrogativi: chi potrebbe essere titolato a ricevere…chi abilitato a gestire la cospicua somma del premio? Sarebbe strumentalizzazione politica…c’è razzismo morale, muoiono anche bambini israeliani…discrimina altre guerre in Ucraina, in Sudan…appoggia fazioni in lotta ignorando responsabilità di Hamas…
Risposte
Nessun bambino vale più di un altro
Tutti i bambini hanno il diritto a vivere, crescere, avere futuro. L’iniziativa propone i bambini di Gaza - 21.000 uccisi, 44.000 feriti o mutilati, 625.000 da 3 anni senza scuola - come clamoroso simbolo di un orrore in atto su i più piccoli, oggi sproporzionata emergenza umanitaria nella Striscia, domani e sempre, in tutte le guerre.
Youssef e Naza
La situazione di Gaza ha trovato in questi ultimi giorni una particolare enfasi mediatica per due fatti: Youssef Saeed di 4 anni morto a Gaza di tonsillite per la mancanza totale dei più banali farmaci per la cura della tonsillite e il film “Naza" presentato il 10 settembre al festival del cinema di Venezia; a fine proiezione 25 minuti di applausi dal pubblico in piedi. Per prevedibili problemi di opportunità politiche il film non ha ricevuto il Leone d’oro ma il premio speciale della giuria.
Il film
Naza monta 24 testimonianze - coperte da anonimato nel buio di cieli di guerra - rese da ufficiali e soldati dell’"intelligence” israeliana. Sono state raccolte da due giovani registi, ugualmente israeliani, per raccontare il funzionamento dei meccanismi che portano all’individuazione e eliminazione di “obiettivi strategici” nella Striscia di Gaza… e non solo.

Where’is Daddy?
Nel film non appaiono bambini, ma viene spiegato il sistema di tracciamento “Where’is Daddy? - Dov’è il papà” utilizzato dai software di intelligenza artificiale dell’esercito israeliano per monitorare gli spostamenti dei sospettati miliziani di Hamas.
Il sistema segnala quando il sospettato rientra nell’abitazione della famiglia, allo scoperto - fuori da cunicoli o bunker - dove è più facile colpire; allora il drone viene indirizzato, parte e - come in tragico videogioco - colpisce. Qualche volta sbaglia, il più delle volte “centra” il bersaglio: sempre distrugge tutto ciò che sta intorno e uccide, anche oltre i previsti “danni collaterali”.
Il titolo del film - NAZA - è infatti l’acronimo di Nezek Agavi - “danno collaterale”, cioè la stima - sempre elaborata da sistemi di intelligenza artificiale - del numero delle probabili vittime civili “attese e ritenute accettabili” a seguito di attacco pianificato.
Quando il papà torna a casa, cosa fanno i bambini? Diventano banali “danni collaterali”.
Il pianto di Ecuba
Aderendo all’iniziativa del quotidiano della CEI “Avvenire”, Pierangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, evoca “Il pianto di Ecuba” nelle “Troiane” di Euripide.
Sono parole che “…hanno edificato la civiltà da cui proveniamo… hanno forgiato la nostra coscienza negli anni di scuola… e le abbiamo dimenticate…”.
A una nonna - Ecuba regina di Troia, città espugnata e distrutta - portano il corpo straziato del nipote, Astianatte:
“Mettetelo qui a terra. Bimbo mio ti è capitata una cosa brutta. E voi assassini che traete più vanto dalle vostre armi che dal vostro cervello, che cosa temevate da questo bambino…”
C’era una bella statua che raccontava questo dolore:

distrutta nei bombardamenti sul centro di Milano nell’agosto 1943.
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