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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

Arte di pace e pacificazione. Maria Lai (Ulassai 1919-2013)

Maria Lai

 

Un’arte particolarissima, originale, popolare: Maria Lai. Cucire, ricucire, rammendare, tessere, annodare, snodare, riannodare: non sembrerebbe ma è già politica.

 

 

1979

A Ulassai, piccolo comune della provincia dell’Ogliastra a 20 chilometri dal mare, vive e lavora un’originale artista nativa del luogo. Ha 60 anni, figlia del veterinario, appassionata di disegno e di arte; ha potuto studiare sul “continente”, a Venezia, anche con maestri importanti.

Si chiama Maria Lai. A fine della guerra torna definitivamente in Sardegna; insegna e fa arte. Si fa conoscere, anche fuori dall’ambito locale, per le sue opere tessili e ha qualche notorietà come “poetica amanuense del cucito”: cuce libri e cuce ritratti nella sensibilità delle più aggiornate correnti dell’arte povera e informale, rifacendosi però alle antiche tradizioni tessili delle donne sarde. Viene segnalata e premiata alla Biennale di Venezia del 1978.

 

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Maria lai -Tenendo per mano il sole,1984
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Maria Lai - Ritratto - filo cucito su carta, 2004

 

Monumento “alternativo”

Nei primi mesi del 1979 Maria Lai riceve dal sindaco di Ulassai l’incarico di realizzare per il paese il monumento ai caduti in guerra; la commissione è importante sotto tutti gli aspetti. L’artista rifiuta l’incarico e, modificando intenti, propone di realizzare un’opera per il presente, che serva per i vivi, oltre la memoria di morte, oltre la distruzione di persone e valori.

Prende spunto da un fatto leggendario, parte integrante dell’identità collettiva di Ulassai. Nel 1861 un costone di roccia si stacca dalla montagna che sovrasta il paese travolgendone la parte più alta; muoiono tre bambine, una quarta si salva. Il fatto realmente accaduto si arricchisce di fantasia che diventa leggenda sarda: la bambina si salva perché insegue un nastro azzurro che volteggia in cielo tra fulmini e polvere.

Non per la guerra…

Per un intero anno e mezzo un gruppo di cittadini, anche il Consiglio Comunale, discutono promuovendo l’idea di un “monumento” per il presente.
La proposta di Maria Lai è legare insieme abitanti, porte, vie e case con un lunghissimo nastro di stoffa celeste.
I popolani non condividono e non collaborano; si risvegliano antichi rancori.
Saranno le donne a lasciarsi coinvolgere, donne del paese che Maria incontra per strada e che, nella violenza delle terre di Ogliastra, condividono drammi di povertà e vendetta.

…per una diversa solidarietà

Sul filo teso delle discussioni maturano idee e compromessi.

Si arriva al compromesso; il nastro si farà; dove tra famiglie esiste legame di affetto, sul nastro saranno legati pani, i pani “pintau”; dove le famiglie risultano “avverse”, il nastro sarà teso ad indicare il confine tra le parti: titolo condiviso “Legarsi alla montagna” … più in alto possibile, al di sopra del tutto.

“Legarsi alla montagna”

 

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Il giorno 8 settembre del 1981 tutto ha inizio; partecipa l’intera comunità di Ulassai.

Le operazioni di allestimento durano tre giorni, protagonista un nastro azzurro lungo 27 chilometri: il primo giorno tagliato, il secondo distribuito, il terzo annodato tra porte, finestre, ringhiere. Esperti scalatori legano il nastro al Monte Gedili, la montagna portatrice di morte della leggenda.

 

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Arte relazionale

Fu un grande festa che ridisegnò relazioni tra donne, maschi, bambini, contadini, pastori, giovani e anziani.L’iniziativa venne ignorata o liquidata dalla cultura blasonata come originale “festa paesana”.
Restano gli scatti fotografici ora esposti nella collezione permanente dl MAXXI di Roma come documenti della prima azione di “arte relazionale”: l’arte che rende chi guarda partecipe attivo alla definizione dell’opera nel sogno di arte di cambi la vita.

Inseguire un nastro azzurro (come la bambina che si salva)

Il monumento ai cittadini di Ulassai caduti per la “solidarietà” con la Nazione in guerra si è trasformato in differente, rinnovata esperienza di solidarietà, in nuova idea di relazione, di diverso pensiero, parabola del collettivo, dell’essere comunità, nel quotidiano consolidamento di percorsi di pace.

L’arte per di Maria Lai

Cucire, ricucire, rammendare, tessere, annodare, snodare, riannodare: non sembrerebbe ma è già politica.

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