Search on this blog

Strada facendo

Papa Leone e una Chiesa più comunitaria

piazza san pietro papa cardinali messa preghiera

 

Papa Leone sembra intenzionato a una gestione più collegiale della Chiesa. Per questo ha convocato un concistoro ne giorni scorsi e ne ha convocato un altro per il prossimo giugno. La cosa, però, non riguarda solo il Papa

 

 

Papa Leone ha convocato nei giorni 7 e 8 gennaio un concistoro: la riunione di tutti i cardinali. Lo ha fatto, pare, in risposta a precise richieste fatte dai cardinali stessi, prima del conclave che lo ha portato sul soglio di Pietro. Se ne è parlato poco nei media e in internet. Come sempre, quando si tratta di argomenti “interni” alla Chiesa. La Chiesa fa parlare se deborda: se fa notizia lei o se lei commenta le notizie. Il concistoro non ha debordato o, forse, ha debordato poco e quindi non se ne è praticamente parlato. Non se ne è parlato fuori, ma se ne è parlato poco anche dentro. La Chiesa, in buona parte, “si allinea” allo stile di informazione di tutti. Anche se si dovrebbe notare che i credenti hanno l’obbligo di parlare di cose importanti che riguardano la Chiesa anche se ne parla poco su giornali, telegiornali e internet.

Si è parlato poco, soprattutto, di quello che il concistoro ha significato. Il titolo del giornale cattolico francese di ieri, 12 gennaio, la Croix, è significativo: “Papa Leone vuole fare del concistoro uno strumento collegiale stabile”.  Tanto che il Papa ha annunciato un nuovo concistoro, il prossimo mese di giugno, esattamente il 27 e 28. La cosa curiosa è che non si sa ancora di cosa quel concistoro dovrà discutere. Si sa soltanto che ci sarà. A conferma del fatto che il concistoro non viene convocato perché ci sono temi che urgono, ma perché semplicemente Papa e cardinali si devono trovare. Quello che è in gioco, dunque, non è qualcosa da discutere, ma il modo del discutere. E’ un particolare importante. Con alcune conferme: papa Leone è molto sensibile allo stile di fare Chiesa: il “dentro la Chiesa” anzitutto e il “fuori la Chiesa” come conseguenza di quello che si fa e si pensa dentro.

Diventa dunque fondamentale lo stile della comunità cristiana. Le decisioni del Papa diventano un messaggio che interessa parrocchie e comunità cristiane. La preoccupazione prima non è quanto si fa, ma come si fa. Del tutto teoricamente. Se si deve scegliere fra una parrocchia che realizza molto perché il parroco fa moltissimo e una parrocchia che realizza poco ma lo fa coinvolgendo tutti, si deve scegliere questa e non quella. Si tratta, di fatto, della sinodalità. Del quale, pure, si parla poco e pochi ne parlano. E si capisce. La grande scommessa della comunità cristiana è quella di essere comunità. A tutti i livelli. Dal Papa in giù. E’ proprio una bella scommessa, tanto bella quanto difficile da vincere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *