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Su una cosa non ci piove: è il più grande influencer della storia.
Riflessioni “a margine” del Natale

E’ da 2023 anni che festeggiamo il compleanno di uno che non c’è, ma c’è. C’è senza esserci. Una cosa del genere, difficile da spiegare. E da capire. E da accettare.

Non l’ha messa giù dura. E’ nato in una stalla

Comunque è il più grande influencer della storia, su questo non ci piove. Nessuno saprebbe quantificare precisamente il numero dei suoi followers, in tutto questo tempo. E pensare che era partito con dodici. Uno l’aveva pure tradito.

Tra tutti gli influencer, potrebbe passare anche come il più megalomane: diceva d’essere figlio di Dio. Ma a chi volesse dargli del fanfarone montato millantatore, bisogna subito ricordare che comunque non ha fatto nulla per metterla giù dura col rango, non ha pontificato dai trentesimi piani dei City Life metropolitani, ha addirittura scelto di nascere in una stalla, tra le bestie, adagiato in una mangiatoia. Nessuno l’ha mai  sentito dire neppure di avere sangue blu.

Influencer anomalo, decisamente. Non ha mai spennato gli ingenui, non ha mai vuotato i portafogli per convincere la gente ad avere certe cose per essere qualcosa o qualcuno. Costruiva tutto sul niente. Perchè quello che serve, diceva, non sta sul mercato: l’abbiamo già dentro, dotazione naturale, bisogna solo andarselo a prendere.

Non vendeva profumi, orologi, macchine, mutande: di fatto proponeva una chincaglieria senza alcun valore. Solo valori. Però gratis. E mai che questi suoi articoli siano passati di moda.

Non commetteva errori di comunicazione. Diceva “il tuo parlare sia sì sì, no no”

Non ciurlava nel manico, con parole ambigue e slogan equivoci, soprattutto non poteva commettere “errori di comunicazione”, perchè si ispirava a una filosofia di marketing molto chiara (minuscolo), “il tuo parlare sia sì sì, no no”. E non c’era verso che fosse mal interpretato, manipolato, frainteso. Comunque, si assumeva sempre la responsabilità di ciò che diceva e di ciò che faceva. Mai sentito parlare di complotto. Mai visto fare la vittima.

Non ce l’aveva con il commercio, ma quando i mercanti diventavano troppo cinici e volgari non esitava a ribaltare le bancarelle.

Era un influencer che non predicava esercizi di respirazione e posture yoga, non imponeva massaggi con creme costose, non illudeva con marchi esclusivi: andava alla sostanza, stava sull’essenziale, detestava la forma e non si vergognava di dire beati i puri di cuore.

E’ Natale per tutti

E comunque, 2023 anni dopo: è Natale per tutti. E’ Natale anche per gli influencer del giorno d’oggi, per gli imbonitori di bassa lega e per quelli d’alto bordo, per quelli che diffondono buone idee e per quelli che abusano della credulità popolare, facendo pubblicità ingannevole. E’ Natale per tutti, ma lo è davvero per chi lo voglia capire, condividere, promuovere.

Quanto a noi, che siamo solo followers, è un Natale per stabilire definitivamente, nel modo più chiaro e semplice, la vera differenza tra lui, il più grande influencer della Storia umana, e quelli che oggi si atteggiano. Questi qui smarchettano per piazzare di tutto a qualunque costo, lui piazzava verità, libertà, speranza. E le regalava.

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