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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

“Tabula plena”. GAMeC con “Pedagogia della speranza” a Palazzo della Ragione

palazzo della Ragione

Iniziativa aperta, libera, altamente civile
non ancora arte ma sua indispensabile premessa

 

 

Si tratta di un’articolata proposta che invita a pensare per continuare anche nella cybelcultura digitale ad essere persone: stimolo a creare, proposta per reimparare a leggere, provocazione alla libera creatività.

 

Roncelli 01 PNG Veduta d'insieme

 

“Tabula plena”

La sala delle Capriate è occupata da un labirintico tavolo diviso in più spazi dove il visitatore è invitato ad entrare per svolgere compiti; è come entrare nell’aula di una particolare scuola - inclusiva, accogliente, che non valuta “il merito” -  per adulti e bambini, con la sola consegna di svolgere il tema assegnato con la massima libertà. I “compiti“ interessanti sono tre - creare, leggere/scrivere, inventare - per diventare protagonisti di cultura nello spazio storico più solenne della Città.

Smascherare i nuovi totem
Guardare il mondo oltre lo schermo dello smartphone

Sospesi sopra il particolare “tavolo/aula” pendono cinque oggetti luminosi, molto accattivanti: la tastiera di smartphone, tre vedute del pianeta terra e un pacco regalo: provocano curiosità.

Chi ha occhio e frequentazioni digitali riconosce subito tre “emoji” deformati e decontestualizzati; è un’installazione creata da Claire Fontaine - non una signora, ma collettivo artistico impegnato in temi di denuncia della perdita di singolarità dell’individuo nella società contemporanea - per porre in contrapposizione il comunicare omologato - standardizzato, impersonale, massificato - dei messaggi digitali, con quanto negli spazi sottostanti si vuole proporre.

Simboli ormai consueti sono proposti come insegne luminose contrapposte a impegno, concentrazione, confronto, pensiero, immaginazione.

I compiti

Creare: “36 carte per infinite forme”

“Numero cromatico” - un collettivo di ricercatori, artisti e neuroscienziati, che studia le relazioni possibili tra arte e scienze cognitive - ha realizzato in base a complessa formula matematica “36 carte per infinite forme” riportate su tessere magnetiche di forma quadrata in bianco e nero.

 

PNG Artisti

Il visitatore è invitato a scegliere alcune tessere e a disporle su pannello magnetico accostandole lungo i lati secondo il proprio sentire in una vaga idea di forma da realizzare. L’accostamento genera imprevedibili motivi e figure, svela immagini potenzialmente nascoste. Il cittadino visitatore sceglie alla fine la configurazione che più lo coinvolge; il mediatore museale la fotografata, la stampata, la espone e la conservata nell’archivio “della libera creatività in continua trasformazione”.

La logica matematica ha stimolato fantasia e immaginazione verso conoscenze nuove e sorprendenti forme di insolita bellezza, esiti di lavoro corale.

Leggere - scrivere

Il secondo compito nel successivo “spazio aula” chiede al visitatore di scegliere uno tra i 30 lemmi - parole guida - nei contesti della cultura di cittadinanza attiva, conflitti sociali, dinamiche di potere. I lemmi sono riportati, con le relative definizioni da dizionario, su fogli da stappare. Il foglio sul reto riporta l’invito a scrivere associando un’esperienza della propria vita alla parola scelta.

 

Roncelli 03
Esempio di foglio con lemma da strappare per comporre sul retro come e quando il significato del termine sia stato importante per la propria vita

 

I fogli compilati (e anonimi) vengono poi raccolti nell’archivio delle “esperienze condivise”.

I lemmi vorrebbero essere come le “parole generatrici” introdotte nella pratica pedagogica da Paulo Freire in Brasile negli anni Sessanta del ‘900 per alfabetizzare in tempi brevi masse popolari marginalizzate partendo da parole - fame, lavoro, terra - strettamente correlate ai vissuti personale.

Nel differente attuale contesto culturale - globalizzato, caratterizzato da omologazione, parossismo di immagini e analfabetismo di ritorno - il laboratorio, ispirandosi alla pedagogia di Freire, propone a ciascuno di ritrovare propri vissuti, “rileggerli” per recuperare sapere e visione del mondo latente nel sé: il laboratorio vuole essere un invito a coltivare la capacitò di “leggere il mondo”.

Inventare - oltre il “busillis”
(busillis cioè enigma, problema spinoso)

Il terzo compito è divertente: esplora l’insolito per stimolare interpretazioni soggettive e curiosità intellettuale liberando immaginazione.

 

Roncelli 02 PNG oggetti e parole in busillis

Il visitatore è invitato ad inoltrarsi nei meandri del “tavolo” e aprire armadietti sottostanti. Ciascun armadietto contiene o una parola “da risuscitare” - termini desueti della lingua italiana, da archeologia linguistica, un tempo parte del lessico in uso - o un oggetto misterioso, sconosciuto, inconsueto.

Il visitatore, a sua “ispirazione”, sceglie un oggetto e una parola e li associa in una spiegazione, o storia, inventando possibili connessioni che racconta con la propria voce registrando su apposito dispositivo. Anche in questo caso il testo registrato entra in un archivio: “l’archivio dei busillis risolti”.

Il pacco regalo

Svolgendo i compiti il visitatore diventa protagonista in un contesto museale a regole ribaltate: entra, tocca, apre, strappa, lascia segni; crea nel luogo più “aurato” della Città. Il ruolo dell’artista sfuma nella regia del progetto e l’arte non è oggetto da contemplare.

Protagonismo, iniziativa, creatività, spiragli di spazi riaperti alla persona; questo è il contenuto promesso dal luminoso pacco regalo che pende dal soffitto.

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