Utopia molto attuale.
Magari per capire che Europa vorremmo.
Alla vigilia dell'impegno elettorale

Nei primi anni del ‘500 Sebastian Munster, cartografo tedesco, rappresenta l’Europa assimilando le varie entità culturali, dai Carpazi a Gibilterra, in figura regale incoronata con scettro e globo crociato; l’Italia è il braccio proteso nel Mediterraneo (il nord è a destra).
Le varie entità nazionali prendono corpo e identità

Nel sarcasmo ammonimenti lungimiranti. La didascalia dice: “E dire che con simili svariate razze e corporature vicine e sovrapposte le une alle altre, si dice di aver trovato l’equilibrio Europeo! Sarà, ma qual meraviglia se da un momento all’altro il moto più leggero portasse variazioni, scoscendimento e ruzzolamento nella sconnessa baracca?”
Umorismo tragico – 1914: arriva “il moto” (non leggero)

Le identità nazionali si rinchiudono in rabbiosi confini mortiferi.
Europa tragicamente unita nella propaganda nazifascista

Tre colori e un non colore: nero come forza aggressiva, grigio per neutralità, rosso come nemico, non colore per le terre di conquista private di identità.
Nasce l'Europa della moneta. Qualcuno non concorda


La Padania vorrebbe il suo francobollo
Europa lirica - fatta (nelle nuvole)

Purtroppo si tratta solo di pubblicità della compagnia aerea Air France disegnata da Michel Dubré nel 1979.
Una bella idea comincia a sfaldarsi

Un muratore toglie a colpi di scalpello una delle dodici stelle sulla bandiera blu dell’Unione Europea.

Il mito di Europa

Mito antico: Giove si innamora perdutamente della bellissima fanciulla Europa e decide di rapirla sotto forma di candido toro.
Mito contemporaneo: Quante persone – giovani, donne, bambini – da sud a est, anche ovest, sognano l’Europa e sono pronte a ”tutto” pur di raggiungerla?
Rembrandt – Il ratto d’Europa, 1632
Osvaldo Roncelli
Parte delle immagini sono tratte da “Cartografia e potere. Come l’Europa (non) si è costruita attraverso le mappe” -Nicola Baroni – Linkiesta (quotidiano on-line – 20 maggio 2021).