Una donna muore in ospedale. Da un anno nessuno si è presentato per conoscerla. Qualcuno muore e viene trasferito senza riti al cimitero. Si vive di legami e quando i legami non ci sono neppure al momento della morte significa che l'umanità è profondamente ferita
Leggo su Internet. I carabinieri del comando provinciale di Torino hanno diffuso le immagini di una donna deceduta a luglio di un anno fa, all'ospedale di Chivasso per favorirne l'identificazione. La donna, senza fissa dimora e priva di documenti, si era presentata al pronto soccorso il 12 luglio 2024 dichiarando false generalità.
Finora, nonostante accertamenti anagrafici e dattiloscopici, non è stato possibile risalire alla sua identità. La procura di Ivrea ha autorizzato la diffusione delle immagini per raccogliere notizie utili.
Appena ho letto la notizia mi sono lascito prendere da uno stravagante accostamento a un’altra notizia che mi era stata riferita qualche tempo fa. Questa: in una casa di riposo della nostra città un’anziana deceduta è stata prelevata da lontani parenti e portata direttamente al cimitero.
Due notizie diverse, ma tutte e due hanno a che fare con la morte. E non in modo qualsiasi. Nei due casi la morte denuncia lo stato di solitudine di chi è morto. La solitudine totale della morta sconosciuta che, da un anno, resta sconosciuta. Non si sa chi è per il semplice motivo che non si dispone di nessuna notizia dei suoi legami, delle sue eventuali parentele, della sua provenienza. Non si sa nulla.
Nell’altro caso, invece, i legami ci sono ma servono solo per assicurare un posto al cimitero. Senza riti di nessun tipo, neppure quelli laici nei quali le agenzie funebri si stanno attrezzando. Dei legami che non legano, insomma, in morte perché, probabilmente, non hanno legato in vita.
In tutti e due i casi la morte rivela una impressionante povertà di rapporti. Si dice spesso che i rapporti, i legami, sono quelli che definiscono, in buona parte, l’identità di una persona. Casi di gente che muore così dice che qualcuno non dispone di questi attrezzi di base dell’umano, che sono, appunto, i rapporti, i legami.
Ci sono dei mendicanti che chiedono, nelle nostre strade, qualche monetina. Questi poveri moderni non possono neppure permettersi il lusso di fare i mendicanti, perché non sanno né a chi chiedere né che cosa chiedere.