Mentre rovistavo tra i miei scritti di tanti anni fa
ha fatto capolino questo dialogo immaginario (ma non troppo)
tra un padre che cerca di rispondere al proprio figlio
che pone semplici e ingenue domande sul tempo.
Mi è parso stranamente attuate
e un buon viatico per questo nuovo anno appena iniziato (N. C.)
Papà, come si misura il tempo ?
Con l’orologio.
Credevo con il calendario
Hai ragione. Però il calendario misura le stagioni, i mesi, i giorni di un anno. L’orologio invece le ore, i minuti e i secondi di un giorno.
Allora i secondi sono i mattoncini più piccoli del tempo ?
Sì e no. Hai mai sentito alla TV, durante le gare di sci, che i cronisti parlano di decimi, di centesimi, di millesimi di secondo. Quando dicono così, parlano di un secondo che è diviso per dieci, per cento e per mille. E si può andare avanti a dividere i secondi per quanto si vuole: per diecimila, per centomila, per un milione, fino all’infinito…
No, dai, non scherzare; a un certo punto, poi, a forza di dividere, non resta più niente.
Non ci crederai, ma resterà sempre un pezzettino di tempo, per quanto piccolo…
Allora non serve né il calendario né l’orologio per misurare il tempo…
Lo sai come si sono messi d’accordo gli uomini per misurare il tempo ?
Ah, perché, bisogna mettersi d’accordo ?
Certo, per misurare qualsiasi cosa bisogna mettersi d’accordo. Voglio dire, che dobbiamo esser abbastanza sicuri tutti e due che stiamo parlando della stessa cosa…
Perché, mi stai dicendo delle bugie, mi stai parlando di altro?
Spero di no. Ti posso dire quello che so, che ho letto sui libri. Ad esempio a me risulta che l’unità di misura del tempo è il secondo; questo, per la Conferenza generale dei pesi e le misure del 1967, è da riferirsi ad una porzione precisa del tempo che impiega una particella dell’atomo di Cesio 133, per spostarsi da un livello orbitale fondamentale ad un altro …”
Per me sono cose difficili; allora tu, devi guardare queste… come le hai chiamate… particelle di… per vedere trascorrere il tempo ? Come fai a vederle ?
Non si vedono a occhio nudo; sono troppo piccole; e poi, anche se non le vedi, il tempo passa lo stesso.”
Beh, allora, possiamo fare anche a meno di misurarlo…
Se tutti gli orologi del mondo smettessero improvvisamente di funzionare, prova a immaginare cosa potrebbe succedere. A che ora finisce la scuola ? La mamma quando torna dal lavoro? Il treno sarà puntuale ? L’energia elettrica quando verrà distribuita? La torta quanto tempo starà in forno ? Quando si faranno le prove di canto e quanto dureranno? Un disastro insomma.
Ci sono degli scienziati che accettano di vivere sotto terra, isolati in una tenda da tutto e da tutti, per giorni, settimane, mesi. Studiano come ci si comporta quando non è possibile sapere quanto tempo passa. I risultati sono buffi. Dopo un po’ mangiano a intervalli irregolari, fanno cena dopo un’ora dal pranzo e gli pare di avere tanto appetito. Oppure passano due o tre giorni tra un pranzo e l’altro e mangiano malvolentieri... Insomma non capiscono più niente; è come se perdessero la bussola del tempo…
Brrr, mi fa un po’ paura l’idea. Ma quando non c’erano gli orologi, come facevano gli uomini a mettersi d’accordo? La maestra mi ha detto che usavano la meridiana. L’abbiamo fatta anche noi a scuola; basta conficcare un palo dritto nel terreno. La sua ombra si sposta secondo il sole: a mezzogiorno è lì, alle quattro è più in là…
Già, vi ha spiegato bene la maestra, perché vi ha fatto capire che gli uomini, per misurare il tempo, cercavano dei fenomeni che si ripetono in modo regolare, come il pendolo, che va sempre avanti e indietro, avanti e indietro…
Allora il tempo non finisce mai?
O non è mai cominciato ? Degli altri scienziati, a cui forse le grotte mettono paura, come a te, hanno studiato l’origine dell’universo. E sai cosa dicono: che a un certo punto c’è stato un big bang, una forte esplosione che ha dato origine al mondo così come oggi noi lo conosciamo. E lo sai quando dicono sia successo questa specie di botto? Circa 15 miliardi di anni fa. A quel punto le particelle di materia si sono formate in un quinto di miliardesimo di secondo. Dicono anche che da quel momento, o da quel punto dello spazio, l’universo si espande ad una velocità incredibile...
Allora siamo sempre in viaggio, papà, anche quando siamo fermi?
Credo proprio di sì, anche se non ci accorgiamo.
Questa sera, prima di addormentarci, possiamo dire una preghiera?
Sì, dai, prima che mi venga sonno
Padre Nostro, quando riusciremo a misurare il tempo?