Lucas, 17 anni, muore in un incidente di moto. La moto, l'avventura, la velocità e la morte. Un giovane che muore è sempre una provocazione e il dolore per un sogno che non si realizza
Oggi si tengono i funerali di Lucas Rojas, il ragazzo di 17 anni, morto, venerdì scorso, in un incidente sull’Asse interurbano, tra Ponte san Pietro e Mapello.
E’ triste che si muoia, sempre, si è ancora più tristi quando muore un giovane. I giovani sono la fascia di età più esposta perché spesso poco considerata e che si espone perché desiderosa di farsi largo, magari con qualche bravata, magari con una corsa esagerata in moto.
Per questo, di solito, i giovani, quando “fanno i giovani” danno fastidio agli adulti e, viceversa, quando gli adulti “fanno gli adulti” danno fastidio ai giovani. E’ soprattutto in queste circostanze che torna a fare capolino il sogno di una società accogliente, dove tutti si sentono non tanto “a posto”, ma “al loro posto”, ovunque si trovino.
Bisognerebbe, cioè, che i giovani fossero un po’ più adulti, cioè amassero di più la vita e fossero disposti a sacrificarle qualcosa per poterla conservare. E bisognerebbe che gli adulti fossero un po’ più giovani, aiutando i giovani a crescere, magari con qualche “no” più coraggioso e con qualche “sì” più ragionato del solito.
Ma, forse, è un sogno troppo perfetto per poter sperare di vederlo realizzato. Anzi, viene il sospetto, che il sogno è perfetto proprio perché si sa che è solo un sogno.